mercoledì 19 febbraio 2020


Drama in Education 




Venerdì 7 febbraio, si è tenuto l'ultimo del ciclo d'incontri di " Drama in Education" dal titolo "L'approdo" tenuto dall'esperta Elisabetta Ticcò. 
Il suddetto, insieme ai precedenti incontri, svoltisi nei giorni del 24 e 31 gennaio dalle 15.00 alle 17.00 presso la sede principale del Servizio Civile (via Andrea Costa 38/a, Mestre), hanno visto una partecipazione massiccia da parte dei volontari e della cittadinanza alle tre lezioni. 
Il corso si prefissava l'obiettivo, ampliamente superato, di produrre nello spettatore una maggiore empatia e consapevolezza nella visione di immagini e scene consapevolmente costruite sulla base di determinati argomenti che spaziano dall'immigrazione per cause di forza maggiore e dunque tutti gli altri temi che da questa ne derivano, come ad esempio le discriminazioni, il razzismo, l'abbandono. 
Ma anche, maggiore consapevolezza di pensiero nei partecipanti che le scene le hanno pensate e messe in atto attraverso un dialogo di pensiero peraltro molto veloce, poiché per ogni sessione erano previsti pochi minuti per scena prodotta. In definitiva è stata un'esperienza sicuramente stimolante, creativa e soprattutto educativa.


venerdì 14 febbraio 2020

Un caso di disobbedienza 'incivile'

Perchè parlare al giorno d'oggi di disobbedienza incivile? E poi, non c'è qualcosa di insolito in questa definizione? Di solito non si parla di disobbedienza 'civile'? Il nostro pensiero parte immediatamente per un viaggio, e la destinazione è con ogni probabilità Gandhi, Marthin Luther King, e prima di loro il filosofo americano Henry David Thoreau, i quali avevano teorizzato la necessità urgente di una forma di protesta nei confronti delle istituzioni politiche e sociali in generale che non fosse violenta. Manifestare le proprie idee in opposizione al potere non necessariamente deve (s)cadere nell'uso della forza, bensì può esprimersi liberamente con strumenti pacifici, ad esempio bloccando il traffico di una città semplicemente occupandone le strade. 


Un'affermata tradizione di pensiero che va appunto da Thoreau a Gandhi e Mandela, sostiene una visione della protesta non incentrata sullo scontro diretto, ma sull'uso della parola persuasiva, il dialogo e il confronto con l'Altro. Gli esiti non sono sempre felici, come i tristi episodi di uccisione insegnano, eppure abbiamo buone ragioni per pensare che non l'unica via ragionevole per l'ottenimento dei diritti essenziali delle minoranze e la critica di leggi o costumi profondamente ingiusti è quella della non-violenza, perché eticamente legittima, nonché utile come insegnamento per le giovani generazioni.   

L'articolo dell'Internazionale scritto da Candice Delmas tratta di una forma di protesta nata a Honk Kong, la quale si discosta proprio dai valori sostenuti da Gandhi & Co. Devono esserci dei motivi forti per spingere i cittadini di Honk Kong a manifestare ricorrendo anche alla violenza. Quali? La proposta è iniziata per contrastare una proposta di legge sull'estradizione verso la Cina continentale, presentata dall'esecutivo e poi ritirata. Al momento attuale la natura della protesta si è notevolmente ampliata. I manifestanti chiedono la liberazione degli attivisti, più libertà civili e una maggiore possibilità di influenzare le decisioni politiche dal basso, a partire dalla società civile. La domanda fondamentale è: date certe condizioni politiche, è possibile impostare una forma di protesta pacifica, esente da violenze? In linea di principio sì, anche se dipende ovviamente dgli atteggiamenti dell'altra parte, politica e forze dell'ordine prima di tutti. 

lunedì 10 febbraio 2020

Giorno 6 febbraio 2020, presentazione del docu-film "La pace fredda".


Giovedì 6 febbraio 2020 alla scoletta dei Calegheri a Venezia  è stato proiettato il docu-film "La pace fredda - E' davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?", un documentario che raccoglie racconti di vita di alcuni sopravvissuti al conflitto balcanico che, come sappiamo, si è protratto per ben quattro anni. 
 Quattro anni di agonia e resistenza, e che immancabilmente ancora adesso rappresenta per i testimoni una ferita aperta e insanabile. L'evento, presidiato dall'associazione " Buongiorno Bosnia, dobardan Venecija", ha beneficiato della sorprendente presenza degli autori Luoca Leone e Andrea Cortesi che alla fine della proiezione si sono resi disponibili alla discussione aperta con i partecipanti all'incontro. 
 Una piacevole constatazione è data dal fatto che, sebbene la presentazione vertesse su precisi e circoscritti argomenti, ovvero quelli trattati all'interno del libro e del docu-film, non ci si è fossilizzati solo su questi. Il dialogo con la platea, infatti, è andato ben oltre spingendosi a cercare timidamente l'audacia di potere anche solo porre, agli autori, domande che nessuno mai pone ad alta voce,  forse perchè ritenute scomode o forse perchè è troppo difficile 
trovare una risposta a certe disumanità laddove una sola risposta
 non c'è e non può esistere. 

L'evento ha anche visto la partecipazione attiva dei volontari di servizio civile

 

venerdì 31 gennaio 2020

Cosa pensa del Servizio Civile chi fa il Servizio Civile? Una testimonianza.


Nell’ottobre del 2018 ho conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Durante il mio percorso di studi ho avuto la fortuna di svolgere diversi tirocini presso importanti istituti museali e grazie a queste esperienze ho maturato la convinzione che fosse proprio quello l’ambito nel quale avrei voluto lavorare. L’impresa si è rivelata  sin da subito abbastanza ardua. Spesso sentiamo dire che “la cultura potrebbe essere il motore economico di questo paese”, ma purtroppo altrettanto spesso questa vaga consapevolezza non si traduce in interventi reali. Infatti, il nostro patrimonio artistico e culturale ha un radicato valore identitario e per questa ragione va non solo conservato, ma anche promosso attivamente attraverso campagne di pubblicizzazione. Credo sia necessario stanziare più fondi e investirli su questo patrimonio e al tempo stesso favorire una sua riscoperta da parte dei cittadini. Acquisire una maggiore consapevolezza della ricchezza del nostro passato è uno dei modi privilegiati per avere un orizzonte mentale e culturale più aperto, determinante non solo nella lettura del presente, ma anche nell’approccio al futuro.


Il Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia, ha dato questa possibilità ai giovani, attraverso il progetto di Servizio Civile “Venezia e i suoi Musei”. Ho deciso di cogliere l’opportunità e ho individuato come sede il Museo Correr. A quasi un anno di distanza riconosco come punto di forza del mio progetto l’eterogeneità delle attività proposte. La possibilità di fare esperienza in diversi ambiti, tutti in riferimento naturalmente al nucleo del progetto, cioé la valorizazzione del patrimonio artistico del Correr, sicuramente uno dei musei italiani più importanti, è un'occasione da non perdere. Sono stata coinvolta dallo staff del Museo in diverse attività, tra le quali la partecipazione all’ordinario monitoraggio conservativo, l’implementazione della digitalizzazione del patrimonio artistico, l’elaborazione della documentazione necessaria per le operazioni di prestito e lo svolgimento di ricerche per rispondere alle richieste degli utenti esterni.

Una cosa è certa: durante la mia esperienza di Servizio Civile mi sono messa in gioco, scoprendo così nuove inclinazioni e punti deboli sui quali lavorare per migliorarmi. Aspetto ancor più decisivo dell’acquisizione di abilità professionali, è stata la possibilità di elaborare un mio individuale punto di vista critico, che sarà senza dubbio spendibile in ambito lavorativo, ma anche nella sfera delle relazioni personali quotidiane.

Giulia Paletti, operatrice volontaria di Servizio Civile presso il Museo Correr.

mercoledì 22 gennaio 2020

Appunti Balcanici

Appunti balcanici

Ieri sera in Negozio via Piave, 67, a Mestre, si è tenuto l'evento "Appunti balcanici". L'evento, organizzato dall' Associazione "Buongiorno Bosnia"  in collaborazione con  il "Gruppo di lavoro via piave", ha trattato i temi inerenti la questione balcanica e dunque i conflitti che hanno interessato la Bosnia Erzegovina e che ancora oggi lasciano tracce visibili e invisibili nei luoghi dove sono stati consumati. L'evento ha inoltre, potuto giovare della straordinaria presenza di Zijo Ribic come testimone diretto di quello che il conflitto balcanico ha significato per l'intera comunità Rom e quindi dello sterminio della stessa, seguito dalle testimonianze dei partecipanti al viaggio in Bosnia 2019.

Zijo Ribic
 "Quando la presidente dell'Associazione Buongiorno Bosnia si è presentata nella sede del Servizio Civile per proporci il viaggio in Bosnia Erzegovina, introducendo un pò di quello che avremmo visto qualora avessimo deciso di intraprenderlo, mi ricordo di essere stata rapita dal racconto di questo viaggio, anche se certamente non sapevo ancora che tutto quello che avrei visto di lì a poco mi avrebbe cambiato totalmente e irreversibilmente. Lo scopo del viaggio però lo conoscevamo bene, si trattava di scavare attraverso gli strati visibili della storia di un territorio fino ad arrivare a quello che non si vede, che è accessibile a pochi, e che è soprattutto ricordato da pochi, quelli che lo hanno vissuto da vittime e quello che lo hanno vissuto da carnefici. Nel corso del nostro viaggio abbiamo assisitito e ascoltato tantissime testimonianze, quella di Zijo è una di quelle più strazianti. Eppure commentarle per noi è diventato difficile, perchè alla fine del viaggio ti rendi conto che la sofferenza che provi è tantissima. Piangi, ti disperi, una volta c'è persino capitato di non riuscire a parlare neanche fra di noi per un giorno intero. Eppure tu stai solo ascoltando, stai solo empatizzando con una storia che non è la tua ma che comunque ti riguarda, che da quel momento in poi diventa un pò una tua responsabilità conoscere e divulgare. Questo viaggio te lo porti dentro come si porta un peso sul cuore, non te ne liberi e non te ne vuoi liberare perchè è anche grazie ad esso che diventi una persona diversa, che cresci e diventi un pò più consapevole del mondo che ti circonda. Capisci che la giustizia non trionfa sempre, che il negazionismo può coesistere anche dinnanzi all'evidenza dei fatti e che il silenzio uccide più di qualsiasi arma. In definitiva posso affermare adesso con estrema consapevolezza, che l'esperienza di viaggio in Bosnia non è stata forse quella più bella della mia vita ma di certo è stata la più importante."

Eleonora 
Operatrice di servizio civile del Comune di Venezia

giovedì 19 dicembre 2019

Plenaria volontari Servizio Civile 10 dicembre


Martedì 10 dicembre si è tenuta una plenaria di tutti i volontari del servizio civile del Comune di Venezia al Forte Marghera. Una bella occasione prima delle feste di Natale per riunirsi e condividere le proprie esperienze.

Entrando nell'aula si sente immediatemente il chiachiericcio sommesso, racconti sul prossimo Natale, progetti di viaggi con amici per Capodanno, rimpatriate non sempre felici con le famiglie. Il tutto condito con un'aria di amicizia e sguardi addormentati. 
In particolare, la prima parte della giornata è stata dedicata agli interventi civici di ciascun gruppo-isola. Storie di cattiva organizzazione, successi di gruppo, imprese portate a termine a costo di inauditi sacrifici, volontari che non fanno il loro dovere, gente entusiasta.

Gli interventi civici, per quanto diversi per ambito di azione, rispondono a esigenze importanti del territorio, coinvolgendo potenzialmente l'intera cittadinanza del Comune di Venezia. Chi si è occupato della raccolta di vestiti usati, altri si sono concentrati sull'organizzazione di una cena di quartiere in una zona multietnica di Mestre, altri ancora hanno pensato di fare supporto alla cena in una casa dell'ospitalità, soprattutto durante la stagione invernale, nella quale l'emergenza freddo richiede un intervento tempestivo ed efficace. 

Dopo la consueta e più che giustificata pausa, la plenaria è proseguita con una presentazione dell'iniziativa di Elisabetta Ticcò, ex docente e attrice drammaturgica impegnata in attività culturali presso associazioni del veneziano. L'impressione è immediatamente positiva, almeno a giudicare dalle espressioni dei volontari. L'attività si alterna tra letture di frasi significative sul cambiamento, scenette melodrammatiche e risate. L'evento "L'approdo", organizzato da Elisabetta Ticcò in collaborazione con l'ufficio del Servizio Civile, si propone di realizzare laboratori di creatività consapevole, grazie all'unione di scrittura, lettura e arte drammatica.

La parte finale della giornata si concentra al tema della non violenza, molto caro al servizio civile, tradotto in termini pratici e realistici. Il discorso, guidato da due agenti della polizia locale, Michele Pastres ed Enrico Maretto, vuole illustare alcuni aspetti importanti della non violenza. Un'introduzione teorico-filosofica al tema della non violenza, con un interessante excursus sulla questione della legittima difesa. In seguito i due agenti hanno dato una prova pratica, estremamente convincente, di come applicare i principi non violenti della tradizione spirituale orientale, coinvolgendo attivamente i volontari alla partecipazione. Nello specifico, il concetto di 'non resistenza' e 'lasciar andare' si sono rivelati particolarmente utili.



Insomma, una plenaria vivace, piena di idee e iniziative interessanti, prima delle feste di Natale!  



venerdì 13 dicembre 2019

Volontari del Servizio Civile "Angeli dell'acqua alta"


Sabato pomeriggio mi contatta Edoardo, amico di vecchia data e membro del gruppo di volontari Venice Calls, il quale fa sapere a me e ad altri amici che la biblioteca personale della signora Bianca Tarozzi, nota scrittrice e poetessa, è stata fortemente danneggiata dalle acque alte degli ultimi giorni. Sapendo che molti di noi avevano studiato o studiano ancora archivistica e biblioteconomia, ci chiede aiuto per mettere in sicurezza il patrimonio librario danneggiato dall’acqua. Considerando la grave situazione e l’urgenza di un intervento tempestivo, accetto la sua richiesta e propongo di coinvolgere anche i miei colleghi volontari di servizio civile presso l’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee), molti dei quali mettono subito a disposizione le loro competenze e il loro tempo per venire a dare una mano. Nell’arco di una giornata viene costituita una squadra di nove volontari e ciò che più sorprende non sono soltanto la pronta risposta e la piena disponibilità di quasi tutti i miei colleghi, ma le numerose proposte arrivate da tanti altri amici che, venuti a conoscenza dell’iniziativa, si offrono spontaneamente per supportare il nostro lavoro.
Una volta creato il gruppo in Whatsapp, stiliamo l’elenco dei materiali necessari per trattare ed asciugare i libri bagnati e ci diamo appuntamento per l’indomani pomeriggio a Venezia. Lunedì pomeriggio, una volta conclusa la giornata di servizio presso l’ASAC, ci incontriamo con Edoardo e tutta la squadra in Piazzale Roma e ci incamminiamo verso l’abitazione della signora. Una volta giunti a destinazione e varcata la soglia, rimaniamo subito sconcertati dall’enorme quantità di libri presenti in tutti gli ambienti della casa e restiamo altrettanto dispiaciuti dallo stato di criticità in cui molti di questi versano a causa dell’acqua. Senza ulteriore indugio, decidiamo di dividerci in gruppi e di attivarci nelle prime operazioni di messa in sicurezza dei libri danneggiati. Dopo aver fatto arieggiare le stanze ed aver stabilito i gruppi, procediamo all’asciugatura dei libri per mezzo di carta assorbente bianca, utilizzata prevalentemente per interfoliare ogni volume bagnato, e disponendo i singoli pezzi di taglio e in posizione verticale sopra superfici piane, come tavoli e ripiani, per consentire un’asciugatura più veloce e sicura. Ogni libro trattato viene poi registrato in un elenco finale in cui, oltre ai dati essenziali per la sua identificazione, viene anche segnalato il grado del danneggiamento, basato su una scala convenzionale da un minimo di 1 a un massimo di 5. Dopo poco più di due ore vengono trattati più di cento libri, molti dei quali purtroppo dovranno essere affidati alle mani esperte dei restauratori a causa del pessimo stato in cui si trovavano.
Alla fine della giornata la stanchezza si fa sentire e i libri che rimangono da sistemare sono ancora tanti. In serata, davanti ad un (meritato) spritz in campo S. Margherita, abbiamo il piacere di incontrare altri membri di Venice Calls, che ci ringraziano molto per aver collaborato con loro e dai quali veniamo a conoscenza del loro progetto e di quelli che potrebbero essere i loro obiettivi per il futuro.
Infine, lungo la strada verso casa, stanchissimi ma felici di aver fatto un lavoro utile, penso che abbiamo avuto l'opportunità di aiutare concretamente uno dei tanti cittadini di Venezia colpiti dall’acqua granda.







martedì 17 ottobre 2017

Laboratori sulla Nonviolenza



NONVIOLENTI SULL’ATTENTI!


a cura di Alberto Scatto Vio



Sull’attenti!!!! Non certo una frase adatta in un contesto come quello della Nonviolenza. Ma è proprio qui che sta la sua forza. Una piccola provocazione per rimarcare ancora di più il nostro intento. Una giornata dove il minimo comune denominatore è appunto la Nonviolenza, nelle sue svariate forme. 4 Associazioni hanno deciso di aiutarci a capire meglio cosa questa parola significhi: Protezione Civile, Operazione Colomba, Medici senza Frontiere e Amnesty International. Molti volontari sia di quest’anno che di quello nuovo hanno partecipato ai laboratori con l’intento di approfondire ancor di più le loro conoscenze in merito non solo di Nonviolenza, ma anche alle varie realtà associative e specialmente di sperimentare in prima persona cosa è il Servizio Civile.
Io ho partecipato ai laboratori di MsF e Amnesty. 

Partiamo da MsF, il laboratorio si inoltra in ciò che consiste il lavoro dell’organizzazione e di cosa si prefigge, ovvero lavorare in ambito medico e psicologico nei contesti sia di guerra, di zone disastrate etc. le Nazioni sono tra le più svariate, dall’Africa, all’India fino alla Siria ad Haiti e….....l’Italia. Ebbene si, pure noi non siamo esenti, specialmente in questi ultimi tempi dove avvengono casi di non vaccinazioni e sbarchi di migranti. Il lavoro egregio di Medici senza Frontiere (organizzazione fondata non solo da medici ma anche da giornalisti) ha permesso in più occasioni di salvare delle vite. Un esempio importantissimo la sconfitta del virus dell’Ebola nei paesi africani. La presenza al laboratorio di uno dei medici che ha lavorato nelle varie nazioni ha fatto si che i partecipanti venissero coinvolti maggiormente ed emotivamente non solo grazie alle sue testimonianze ma anche alle slide e alle foto che documentavano gli interventi.
Finiti i primi laboratori si passa a 15 minuti di “pausa caffè” giusto il tempo di prendere un attimo di respiro.
Si passa finalmente al secondo laboratorio, dove ho scelto di partecipare a quello di Amnesty. Durante il laboratorio si è snocciolato ciò che l’organizzazione si prefissa e su cosa lavora. Molto interessanti gli interventi e successive discussioni su vari argomenti ovvero il caso Aldrovandi, la battaglia per i diritti LGBT ma specialmente su una questione che ancora oggi in Italia viene discussa poco perché molto spinosa, ovvero la violenza della donna sull’uomo. Digressioni, dibattito aperto e piena libertà han fatto si che il laboratorio sia diventato uno spunto di riflessione sulle nostre convinzioni non solo come volontari ma come persone e ha sensibilizzato ancor di più i presenti.

La giornata finisce con un breve debriefing tra i volontari e i rappresentanti delle associazioni rimarcando ciò che è stata la giornata e il perché la Nonviolenza sia importante in questo Mondo


martedì 26 settembre 2017

Alla scoperta dell'ecosostenibilità

Nuovi STILI DI VITA


...per tutti!


Giovedì 21 settembre si è svolta negli uffici del Servizio Civile di Venezia la giornata dedicata agli Stili di Vita ecologici ed ecosostenibili.
I volontari di Servizio Civile, gli ospiti dell'associazione Amici Insieme e altri ragazzi dai 19 ai 28 anni hanno potuto partecipare ai laboratori tenuti dalle associazioni del territorio, scoprendo poco a poco alcune tecniche di riuso dei materiali, le proprietà di alcuni prodotti naturali che poi hanno utilizzato per produrre cosmetici e detersivi ecocompatibili, i principi della finanza etica e del turismo responsabile e alcuni trucchi per l'utilizzo della bicicletta.

I responsabili dei laboratori sono stati molto disponibili e pronti a rispondere alle domande e alle curiosità di tutti i ragazzi, che dal canto loro hanno risposto con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco.

Vi raccontiamo le attività protagoniste della giornata! 

FATTO A MANO: DENTIFRICIO E SAPONE PER I PIATTI 
 Giovanna Giromella di Fatti a mano ci ha proposto un laboratorio interamente dedicato al tema dell'autoproduzione. Non sono poche le cose che crea a mano in casa: deodorante, shampoo, detersivi, saponi, creme, make-up...
Con lei abbiamo creato il dentifricio in polvere con argilla, bicarbonato e oli essenziali, che i volontari hanno potuto portare a casa, e il sapone per i piatti al limone.






Ecco il nostro dentifricio in polvere!
COSTRUISCI LA TUA VACANZA SOSTENIBILE! con Dario Ferroni di Alpe Madre
Dario è archeologo, gestore del rifugio di montagna Alpe Madre, Guida Ambientale-Escursionistica professionale e organizzatore di viaggi sostenibili in Nepal, Uganda e Rwanda.
Con il suo laboratorio è stato approfondito il tema del turismo responsabile con esempi pratici, come la ricalibrazione di un progetto di turismo esistente a Venezia su basi sostenibili e responsabili e un decalogo su come ci si può costruire un viaggio o una vacanza in modo sostenibile.


IMPARA A CONSUMARE: UTILIZZA LA FINANZA ETICA!
Mag Venezia promuove e realizza il consumo critico e la finanza etica per collaborare a costruire un’economia che privilegi l’uomo e le relazioni, rispettosa dell’ambiente e del territorio; opera inoltre a livello nazionale nel rispetto delle finalità di cooperazione e solidarietà.
Con il laboratorio sono state approfondite queste tematiche e ci è stato spiegato come funziona la finanza tradizionale nel territorio.



I BIKE AND YOU?
Silvano Pavan, presidente dell'Associazione Ciclistica di Favaro, si è da sempre occupato con il suo gruppo di cicloturismo di trasmettere, anche facendo incontri presso scuole del territorio, la realtà della bicicletta e del ciclismo come mezzi di aggregazione, amicizia, solidarietà e rispetto.Con lui abbiamo organizzato un laboratorio dedicato all'utilizzo quotidiano della bicicletta, partendo da una breve storia della bici e poi trattando del suo uso nel mondo, del cicloturismo, della sicurezza nelle strade e delle regole di una buona manutenzione del nostro mezzo per trovarlo sempre perfettamente funzionante.

RI-USO: DALL'OMBRELLO AL CESTELLO! 
Assieme al Gruppo Filò dello Spazio Mestre Solidale abbiamo organizzato un laboratorio sul ri-uso. Il Gruppo da sempre si occupa di riutilizzare materiali di uso comune e dargli nuova vita, infatti più volte ogni anno organizzano presso la Casa del Volontariato un mercatino dove si possono trovare tutte le loro creazioni: tovaglie, grembiuli, presine, borse, astucci.
Per il nostro laboratorio abbiamo riutilizzato il tessuto degli ombrelli per creare delle borse super pratiche!



Tutti all'opera con ago e filo!

 

martedì 19 settembre 2017

LABORATORIO DI AQUILONI

 
UN SOGNO CHE VOLA

Workshop: costruiamo un aquilone! 

 
















Far volare gli aquiloni. La magia che può trasmettere tale poesia è stata scritta nel libro “Il cacciatore di aquiloni” e anche nella scena finale del film Mary Poppins. Questa poesia è il tema centrale del progetto civico che il gruppo Poveglia del Servizio Civile ha cercato di trasmettere ai partecipanti del workshop svoltosi presso il Negozio Piave e al Parco San Giuliano. La maggior parte dei partecipanti sono stati bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni, con loro i genitori e qualche adulto che è voluto tornare bambino per un paio d'ore. Abbiamo avuto moltissime richieste di partecipazione, per un totale di 15 - 20 persone a giornata! Un successo che non ci aspettavamo e di cui andiamo molto fieri. 
Per colorare ancora di più queste giornate non ci sono stati dubbi sul dove fare il workshop vero e proprio: ovvero presso il Negozio Piave, con il GLP (Gruppo di Lavoro di via Piave) in Via Piave 67 a Mestre. Un'associazione indispensabile per la città, situata in una zona “grigia” del centro di Mestre. Riportare colore e magia è stata la scelta più azzeccata per far rivivere la zona e far si che la comunità del quartiere e della città si riaggregasse ancora di più.
I Workshop si sono tenuti in 3 giornate differenti ma con un unico tema centrale, la costruzione di aquiloni. I volontari si sono prodigati nel seguire in tutto per tutto le varie fasi dei workshop. Dall'accoglienza, allo stare assieme ai genitori e i bambini, alla merenda fino ai momenti interattivi come colorare i disegni, costruire i “pesciolini volanti” di carta e infine la costruzione degli aquiloni da far volare nella giornata conclusiva che si è tenuta Sabato 9 Settembre. (Giornata anticipata a causa del maltempo previsto per domenica 10). Lo spazio di via Piave ha fatto da fulcro a tutto questo. Spazio essenziale per la città di Mestre che oltre a questo laboratorio crea eventi mirati per far vivere la zona. Le sensazioni da parte dei genitori e dei bambini sono state molto positive e questo ha aiutato a consolidare il rapporto tra le persone e la comunità.
La giornata finale ha visto rischiararsi il cielo dopo una mattinata di pioggia, quasi a voler in tutto e per tutto dare la possibilità di far volare gli aquiloni contornati dal verde del parco e dall'azzurro del cielo. Sembra molto english tutto questo e non poteva essere altrimenti. Volontari, bambini e genitori tutti insieme a consolidare anche se per poche ore momenti spassionati e di comunità che in questa città servono moltissimo. Vedere gli aquiloni “fatti in casa” volare ricorda un po' il mitico Charlie Brown e quella volta che finalmente riuscì a far volare il suo aquilone senza che l'albero lo mangiasse, un simbolo di libertà. In conclusione si può dunque dire che il Laboratorio di aquiloni del gruppo Poveglia è stato un vero successo e che ha consolidato non solo lo spirito del gruppo ma anche quello dei partecipanti.

Un grazie e mille volte grazie all'associazione del Gruppo di Lavoro di via Piave!



 " Senza un legame un aquilone non sarebbe libero di volare, così è l'amore..." F. Ozpetek



" Che gran gioia andar, là sulla terra e il mar | e con l'aquilon poter volare | là dove tutto è blu, su puoi salire tu | più su con l'aquilon. "
  Parte della canzone della scena finale del film  "MARY POPPINS"

Scena finale "MARY POPPINS":   https://www.youtube.com/watch?v=HBoJFb9G5mM

IL GRUPPO "POVEGLIA":
ALBERTO SV
ALBERTO C
ALESSIA
 ANNA
CECILIA
ELENA
ELOISA
MATTEO
MATTIA
SANDA
STEFANIA

mercoledì 16 agosto 2017

Testimonianza di ROSSELLA PEDA' - La Nonviolenza Rinnova La Città



ROSSELLA PEDA'
Servizio Civico: La NonViolenza Rinnova La Città
Volontaria presso l'Ufficio del Servizio Civile 

Mi presento: sono Rossella, volontaria del Servizio Civile nel progetto Servizio civico: la Nonviolenza rinnova la città. Parto da qui per presentarmi perché i principi che fondano questo progetto rispecchiano buona parte di me, ho sempre dato un contributo in qualche modo nel sociale ed è qualcosa che mi identifica e farà sempre parte di me in un campo o nell'altro. Come studi mi sono impegnata in una concretezza sociale: l'architettura che insieme alla fotografia e al viaggio mi completano. Il tutto mi piace condirlo con simpatia e allegria. Ciò che caratterizza la mia postazione di lavoro, non è il computer, i mille post-it e promemoria, ma le mie colleghe, la serenità e il rispetto con cui condividiamo le nostre ore lavorative.
Se potessi modificare qualcosa del mio lavoro vorrei poter capire le battute del nostro OLP!!
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone volte all'aiuto verso il prossimo con progetti di ogni genere: il riciclo dei manifesti pubblicitari per creare borse favorendo così l'integrazione delle persone in carcere (coop. Rio Terà dei Pensieri – progetto Malefatte), il riciclo di tessuti che le grandi aziende di abbigliamento italiane ritengono non più di moda, reinventati grazie all'integrazione sociale di donne del territorio. Sono soddisfatta dell'esperienza che sto vivendo per le innumerevoli realtà territoriali che sto scoprendo e di cui non ne sfioravo l'esistenza, e sono molto contenta per il contributo che riesco a dare come cittadina attiva nel territorio.

giovedì 3 agosto 2017

testimonianza di ELISA CAPITANIO - OLP presso Ludoteca "La cicala e la formica"




ELISA CAPITANIO – LUDOTECA
Lavoro presso la Ludoteca La Cicala e la Formica nel parco di Villa Groggia e in qualità di OLP seguo due volontari, in servizio presso la ludoteca. Il progetto di riferimento è "L'unione... fa il gioco! Impariamo facendo", che coinvolge 4 ludoteche cittadine e il Centro Candiani e che ha come obiettivo il mantenimento ed arricchimento delle attività di animazione ed educazione dei bambini attraverso progetti didattico-ricreativi che propongono il gioco come terreno privilegiato di conoscenza. I volontari collaborano attivamente al progetto partecipando a tutte le attività del servizio e realizzandone di nuove.
Del ruolo di OLP mi piace l'opportunità di entrare in contatto con giovani che possono portare in ludoteca creatività e inventiva nella realizzazione di feste o nuovi laboratori e allegria in un luogo in cui la buona accoglienza degli utenti è molto importante. Meno facile è organizzare giornalmente il lavoro dei volontari, essendo una responsabilità pari ed aggiuntiva a quella del proprio lavoro personale. Non per questo lo preferisco di meno, ma ci sono dei giorni non è facile coordinare tutti gli impegni lavorativi della giornata.
Credo che nel nostro servizio sia già data la giusta rilevanza all'esperienza del Servizio Civile, anche perché i volontari sono giornalmente a contatto con gli utenti, che ne conoscono il ruolo.
I volontari in servizio arricchiscono l'offerta della ludoteca poiché grazie a loro possiamo organizzare eventi particolari che nascono da idee giornalmente condivise e da esigenze dirette del servizio. Inoltre è molto importante per la vivacità del luogo che in ludoteca l'utenza venga accolta, oltre che dai dipendenti, anche dalla freschezza che i volontari del Servizio Civile possono offrire. Infine, essendo la ludoteca un luogo molto frequentato, i ragazzi contribuiscono attivamente al controllo e alla sistemazione degli spazi durante e alla fine dell'orario di apertura al pubblico.

martedì 1 agosto 2017

I nostri volontari in AZIONE ai Murazzi al Lido di Venezia


Ai volontari di Servizio Civile del Comune di Venezia viene offerta annualmente la possibilità di ideare e realizzare una proposta di intervento civico nel territorio, con le caratteristiche che sia utile ad una situazione critica specifica e che abbia un riscontro nella cittadinanza.
Quest'anno un gruppo di volontari si è proposto e si è attivato nella pulizia della spiaggia dei Murazzi del Lido di Venezia, con la voglia di impegnarsi per la città e per l'ambiente.
Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 27 luglio la raccolta dei rifiuti in spiaggia, soprattutto plastica, attrezzati di pinze, guanti e sacchi neri. Oltre ad aver ottenuto risultati molto produttivi, l'attività è stata trovata piacevole e soddisfacente.
Grazie al Museo di Storia Naturale di Venezia che darà luogo alla mostra itinerante sulla plastica nei mari Plastica-mente dal 8 agosto al 16 settembre 2017, i volontari potranno portare il riscontro della loro opera assistendo la mostra. Quest'ultima servirà anche ad aggiungere il valore di sensibilizzazione dei cittadini al tema della plastica in mare, infatti il lavoro dei volontari di Servizio Civile Nazionale si fa volto di uno degli esempi di buone pratiche da adottare per la riduzione di questo fenomeno.
Un altro canale con il quale verrà promosso il progetto dei ragazzi sarà la campagna di sensibilizzazione “Clean Sealife – Tutti insieme per un mondo pulito” la quale unisce subacquei, pescatori, diportisti, bagnini, bagnanti, ragazzi e tutti i cittadini nella riduzione dei rifiuti marini.
Le foto scattate durante la raccolta ai Murazzi verranno pubblicate nei loro portali internet e social network e verranno utilizzate per promuovere proprio questo tipo di semplici azioni che si fanno portatrici di benefici e cittadinanza attiva.
Altre foto le potete trovare nella nostra pagina Facebook: Servizio Civile Venezia 
 

venerdì 28 luglio 2017

TESTIMONIANZA di ANTEA Liberalesso



Antea, volontaria presso gli Uffici del Servizio Civile di Mestre,
qui la troviamo (a destra) con lo stand al parco Hayez per promuovere il bando del Servizio Civile 

Mi chiamo Antea Liberalesso, ho 20 anni, vivo vicino Mestre e sono una volontaria di Servizio Civile. Il progetto di cui faccio parte è quello che quest'anno ha titolo “Giovani e cittadinanza attiva” presso la sede dell'Ufficio Servizio Civile di Mestre Venezia, dove svolgo le attività da novembre.
Ciò che mi ha spinto a scegliere il progetto sono stati i percorsi di promozione della cultura di Servizio Civile dedicati alle classi quinte di alcuni Istituti Superiori nel territorio. Questo perché, a mio parere, oltre a far conoscere il Servizio Civile come opportunità, riuscire a dare un messaggio di nonviolenza, cittadinanza attiva e solidarietà ai ragazzi ha un valore importantissimo.
Queste idee nel corso dei mesi si sono concretizzate sia attraverso le attività di formazione sui temi del Servizio Civile, sia grazie alle varie iniziative nel territorio. Ad esempio, abbiamo aderito con una nostra attività, dedicata alla sicurezza in città, all'evento “In Marcia per la Pace” che a marzo ha visto protagonista la città di Mestre; abbiamo collaborato alla rassegna cinematografica di impegno civile organizzata dal Servizio Civile Venezia assieme alla Casa del Cinema di Venezia “Notti Disarmate”. Inoltre ho potuto partecipare ad alcuni percorsi sull'interculturalità dedicati ai minori e ho potuto seguire da vicino l'arrivo di una famiglia siriana nel territorio veneziano attraverso i “corridoi umanitari”, occupandomi dell'accoglienza e venendo anche a contatto con la famiglia.
L'esperienza che sto vivendo è molto positiva, ricca di opportunità sotto il punto di vista sociale, professionale, storico-culturale e formativo.
Per concludere, grazie all'esperienza del Servizio Civile ho trovato la mia strada e ho deciso quest'anno di iscrivermi al corso universitario di “Scienze Politiche, relazioni internazionali e diritti di pace” con l'obiettivo di continuare il percorso che sto vivendo.

mercoledì 26 luglio 2017

Servizio Civile Obbligatorio?

Servizio Civile OBBLIGATORIO?
Ecco due differenti opiononi uscite sull'allegato del Corriere del Sera "7" del 25 maggio 2017. Troviamo LUCA BARBARESCHI PRO Servizio Civile obbligatorio e GIORDANO BRUNO GUERRI CONTRO Servizio Civile obbligatorio.


giovedì 20 luglio 2017

TESTIMONIANZA di Marco Calligaro - OLP presso Protezione Civile

Abbiamo chiesto a MARCO CALLIGARO di raccontarci cosa pensa del Servizio Civile, dei volontari, del suo lavoro presso la PROTEZIONE CIVILE e del ruolo di OLP.




Mi chiamo Marco Calligaro, ho 52 anni, lavoro in Comune di Venezia - Protezione civile dal 1996. Attualmente ricopro il ruolo di Responsabile del Servizio Gestione Rischi Centro Storico e Isole. Dal 2003 seguo i progetti di Servizio Civile e dal 2010 sono OLP. Il progetto di quest'anno riguarda l'aggiornamento del Piano comunale di Protezione Civile, che è lo strumento essenziale per organizzare la risposta operativa del "sistema" Protezione Civile comunale in caso di emergenze. Si tratta quindi di rivedere tutte le informazioni contenute nel piano, soprattutto per quanto riguarda le c.d. "strutture sensibili" (scuole, ospedali, case di riposo, edifici strategici, ecc.) e le risorse a disposizione, sia umane sia di mezzi ed attrezzature specifiche.
Il numero dei volontari impiegati quest'anno è 2.
Credo che l'esperienza di Servizio Civile possa essere veramente proficua e positiva per i giovani che vi si cimentano. Li mette in contatto con realtà nuove, li "costringe" a mettersi in gioco e hanno l'occasione di imparare davvero molte cose. D'altra parte però, l'ente che li accoglie deve avere coscienza che non ha di fronte operatori chiamati a surrogare carenze di personale dei propri uffici (sottopagati, del resto) ma volontari che devono sì dare, ma anche, oserei dire soprattutto, ricevere. Ecco, l'imparare facendo dovrebbe davvero essere la filosofia che accompagna la loro esperienza.
L'aspetto che mi stimola maggiormente nel ruolo di OLP è sicuramente il contatto con il giovani, e la possibilità di poter trasmettere, nel mio piccolo, qualcosa di utile soprattutto per il futuro ingresso nel mondo del lavoro.
Il valore aggiunto dei volontari in Servizio è che consentono di ampliare o di approfondire alcune delle attività dell'ufficio/servizio presso il quale sono impiegati, e inoltre, molto spesso, portare il loro contributo in ordine a bisogni e sensibilità del mondo che sta "fuori" degli uffici, mondo che chi invece sta "dentro" l'ente spesso non conosce sufficientemente.

venerdì 7 luglio 2017

TESTIMONIANZA di: Danilo Bisello - OLP


DANILO Bisello - OLP Ufficio Urbanistica

Mi presento: mi chiamo Danilo Bisello e lavoro presso l' Ufficio Urbanistica del Comune di Venezia da quasi 43 anni. A fine agosto andrò in pensione.
Mi occupo da quasi 30 anni di informatica e della sua applicazione nel contesto lavorativo in cui mi trovo. Attraverso questo potente mezzo, spero di aver contribuito al passaggio generazionale verso le nuove tecnologie,
anche se molta strada c'è ancora da fare.
Seguo come OLP il progetto di Servizio Civile denominato “Lo spazio e le immagini” nell' ambito della valorizzazione del Patrimonio artistico e culturale.
In Urbanistica infatti, esiste da oltre 50 anni un archivio fotografico che ha documentato con le immagini (circa ottantamila) le trasformazioni urbane avvenute sul territorio del Comune di Venezia. L' antica sede di questo archivio era in alcune stanze del mezzanino di Palazzo Ducale.
L'attuale sede è a Mestre, in viale Ancona, nel Polo Tecnico ex Carbonifera ed è qui che collaborano con noi, per il secondo anno consecutivo, 3 volontari del Servizio Civile. I volontari si occupano della pubblicazione nel web delle foto digitalizzate. Si occupano anche di digitalizzare gli elaborati degli strumenti (piani) urbanistici allo scopo di incrementare la consultazione online degli stessi.
I ragazzi sono bravissimi….. ne avessimo cento di loro !!!
I miei oggetti personali indispensabili? Gli occhiali e il telefonino!! Ma
sulla mia scrivania c'è anche la borsa con le cibarie per il pranzo che consumo davanti al monitor.
Personalmente ritengo prezioso l' apporto che i volontari ci danno nel perseguire l'obiettivo che ci siamo prefissi, considerando anche che non c'è ricambio generazionale e ci saranno sempre meno risorse disponibili.
Oltre che preziosi lavorativamente parlando sono anche spiritosi e simpatici: in ogni momento che vedo i ragazzi c'è sempre voglia di fare una battuta o scherzare su un fatto contingente. Sono ragazzi in gamba ed è un vero piacere stare con loro.

martedì 4 luglio 2017

Viaggio in Bosnia: risonanze di una memoria presente



Siamo partiti il 24 giugno carichi di valigie e di aspettative alla volta della Bosnia ed Erzegovina con gli amici dell'associazione “Buongiorno Bosnia”.
Non ci aspettavamo un viaggio puramente turistico: sapevamo già che sarebbe stata un'esperienza entusiasmante, che ci avrebbe colpiti nel profondo e ci avrebbe spinti a costruire un pensiero critico di questo meraviglioso Paese, così duramente colpito dal Secondo Conflitto Mondiale e dai genocidi perpetrati per interi anni ai danni di una fascia prima, di un'altra poi, della popolazione.

In una settimana abbiamo visitato Mostar, Sarajevo, Srebrenica e Tuzla; ognuna di queste città conserva un fascino davvero speciale, e la cosa che ci ha colpiti direttamente al cuore è stata la bellezza di una natura verdissima su cui si inseriscono in modo armonico i palazzi e i monumenti ottomani, che però sembrano feriti, sventrati dai fori di proiettile e dalle granate.

Siamo stati testimoni delle ripercussioni che la guerra ha lasciato dietro di sé non solo con le tracce della distruzione sugli edifici, ma anche nel tessuto sociale. E' terribile pensare che in un Paese così vicino al nostro si è perpetrato il massacro di intere etnie, con il Credo religioso e le mire espansionistiche come uniche ragioni; le conseguenze di questo insensato odio si vedono ancora oggi nella divisione tra Musulmani e Serbi, nella ricerca di giustizia da parte degli uni e nella negazione delle responsabilità del genocidio da parte degli altri, in uno strisciante disagio che si percepisce anche nella vita quotidiana.

Abbiamo avuto, però, anche molti regali: le testimonianze di alcuni giovani della nostra età che combattono per conservare la memoria di ciò che è stato, per sensibilizzare e portare alla luce tutto ciò che per l'opinione pubblica sarebbe meglio che rimanesse insabbiato e per costruire un futuro dove la guerra sia solo un monito per ricordare quanto sia bella la Pace.

Consiglio quest'esperienza a tutti perché al ritorno ci si sente per davvero "cittadini del mondo"; si stabilisce un legame speciale con le persone che ci hanno ospitato e reso partecipi delle loro storie e si impara sempre qualcosa di nuovo: nuovi gesti di umanità e di accoglienza, la condivisione, la resilienza e la voglia di cambiare le cose.

Sara Vecchiato




giovedì 29 giugno 2017

TESTIMONIANZA di ALBERTO SCATTO VIO

ALBERTO Scatto Vio - Casa del Volontariato & Ufficio Servizio Civile


Alberto mentre pubblicizza il bando del Servizio Civile all'evento benefico Uguale Days. Qui insieme ai Rumatera e Danilo di Radio DeeJay.
 
Mi presento, sono Alberto, 26 anni, sono un grandissimo appassionato di cinema e musica (tant'è che ho fatto comparse in vari film e serie tv ambientati a Venezia e sono uno dei cantanti del Rockin'1000) e dal Novembre 2016 lavoro al Servizio Civile sul tema della nonviolenza alla Casa del Volontariato di Mestre con spola all'ufficio del Servizio Civile di Via Costa. L'aspetto che preferisco del mio lavoro è la possibilità di interagire, conoscere e rapportarmi con persone di varia estrazione sociale così da vedere il Mondo in un'ottica stupenda, li dove non esistono i confini.
Il primo pensiero quando penso alla parola Servizio Civile è sicuramente volontariato, che si tramuta poi in un esperienza che ti riesce a cambiare la vita. In questi mesi di Servizio Civile ho imparato a fare sia squadra con i miei colleghi e saper coinvolgere le persone nelle attività che svolgo e svolgiamo nei vari eventi ove siamo partecipi. A volte si fatica, ma il risultato finale ripaga sempre di tutto.

lunedì 19 giugno 2017

INTERVISTA a Barbara Vanin, OLP




Abbiamo intervistato BARBARA VANIN – OLP presso VEZ, Rete Biblioteche Venezia

- Si presenti!
- Sono Barbara Vanin, Responsabile del Servizio VEZ, Rete Biblioteche Venezia, Centro Servizi rete bibliotecaria e archivistica. Di formazione codicologa prestata alle biblioteche di pubblica lettura, forse per questo motivo ho promosso un progetto volto al recupero del materiale antico delle Biblioteche della Rete, un progetto al secondo anno che ha visto l'impiego di due volontari di Servizio Civile per anno.

- Quali sono gli oggetti personali che caratterizzano ogni giorno la Sua postazione di lavoro?
- Acqua, agenda, Devoto-Oli.

- Qual è l'aspetto che La stimola maggiormente del ruolo di OLP?
- Lavorare per progetti, formare bibliotecari e consentire ai ragazzi di acquisire competenze che possano essere spese una volta terminata l'esperienza di Servizio Civile.

- Qual è la situazione più divertente che Le è capitata con i volontari di Servizio Civile? Qual è stata la richiesta più stravagante?
- Trovarsi vestite tutte da CSI per affrontare polvere, tarli e cacche di topi. Richieste stravaganti? Nessuna, i ragazzi e le ragazze del Servizio Civile sono troppo seri!