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martedì 26 settembre 2017

Alla scoperta dell'ecosostenibilità

Nuovi STILI DI VITA


...per tutti!


Giovedì 21 settembre si è svolta negli uffici del Servizio Civile di Venezia la giornata dedicata agli Stili di Vita ecologici ed ecosostenibili.
I volontari di Servizio Civile, gli ospiti dell'associazione Amici Insieme e altri ragazzi dai 19 ai 28 anni hanno potuto partecipare ai laboratori tenuti dalle associazioni del territorio, scoprendo poco a poco alcune tecniche di riuso dei materiali, le proprietà di alcuni prodotti naturali che poi hanno utilizzato per produrre cosmetici e detersivi ecocompatibili, i principi della finanza etica e del turismo responsabile e alcuni trucchi per l'utilizzo della bicicletta.

I responsabili dei laboratori sono stati molto disponibili e pronti a rispondere alle domande e alle curiosità di tutti i ragazzi, che dal canto loro hanno risposto con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco.

Vi raccontiamo le attività protagoniste della giornata! 

FATTO A MANO: DENTIFRICIO E SAPONE PER I PIATTI 
 Giovanna Giromella di Fatti a mano ci ha proposto un laboratorio interamente dedicato al tema dell'autoproduzione. Non sono poche le cose che crea a mano in casa: deodorante, shampoo, detersivi, saponi, creme, make-up...
Con lei abbiamo creato il dentifricio in polvere con argilla, bicarbonato e oli essenziali, che i volontari hanno potuto portare a casa, e il sapone per i piatti al limone.






Ecco il nostro dentifricio in polvere!
COSTRUISCI LA TUA VACANZA SOSTENIBILE! con Dario Ferroni di Alpe Madre
Dario è archeologo, gestore del rifugio di montagna Alpe Madre, Guida Ambientale-Escursionistica professionale e organizzatore di viaggi sostenibili in Nepal, Uganda e Rwanda.
Con il suo laboratorio è stato approfondito il tema del turismo responsabile con esempi pratici, come la ricalibrazione di un progetto di turismo esistente a Venezia su basi sostenibili e responsabili e un decalogo su come ci si può costruire un viaggio o una vacanza in modo sostenibile.


IMPARA A CONSUMARE: UTILIZZA LA FINANZA ETICA!
Mag Venezia promuove e realizza il consumo critico e la finanza etica per collaborare a costruire un’economia che privilegi l’uomo e le relazioni, rispettosa dell’ambiente e del territorio; opera inoltre a livello nazionale nel rispetto delle finalità di cooperazione e solidarietà.
Con il laboratorio sono state approfondite queste tematiche e ci è stato spiegato come funziona la finanza tradizionale nel territorio.



I BIKE AND YOU?
Silvano Pavan, presidente dell'Associazione Ciclistica di Favaro, si è da sempre occupato con il suo gruppo di cicloturismo di trasmettere, anche facendo incontri presso scuole del territorio, la realtà della bicicletta e del ciclismo come mezzi di aggregazione, amicizia, solidarietà e rispetto.Con lui abbiamo organizzato un laboratorio dedicato all'utilizzo quotidiano della bicicletta, partendo da una breve storia della bici e poi trattando del suo uso nel mondo, del cicloturismo, della sicurezza nelle strade e delle regole di una buona manutenzione del nostro mezzo per trovarlo sempre perfettamente funzionante.

RI-USO: DALL'OMBRELLO AL CESTELLO! 
Assieme al Gruppo Filò dello Spazio Mestre Solidale abbiamo organizzato un laboratorio sul ri-uso. Il Gruppo da sempre si occupa di riutilizzare materiali di uso comune e dargli nuova vita, infatti più volte ogni anno organizzano presso la Casa del Volontariato un mercatino dove si possono trovare tutte le loro creazioni: tovaglie, grembiuli, presine, borse, astucci.
Per il nostro laboratorio abbiamo riutilizzato il tessuto degli ombrelli per creare delle borse super pratiche!



Tutti all'opera con ago e filo!

 

mercoledì 16 agosto 2017

Testimonianza di ROSSELLA PEDA' - La Nonviolenza Rinnova La Città



ROSSELLA PEDA'
Servizio Civico: La NonViolenza Rinnova La Città
Volontaria presso l'Ufficio del Servizio Civile 

Mi presento: sono Rossella, volontaria del Servizio Civile nel progetto Servizio civico: la Nonviolenza rinnova la città. Parto da qui per presentarmi perché i principi che fondano questo progetto rispecchiano buona parte di me, ho sempre dato un contributo in qualche modo nel sociale ed è qualcosa che mi identifica e farà sempre parte di me in un campo o nell'altro. Come studi mi sono impegnata in una concretezza sociale: l'architettura che insieme alla fotografia e al viaggio mi completano. Il tutto mi piace condirlo con simpatia e allegria. Ciò che caratterizza la mia postazione di lavoro, non è il computer, i mille post-it e promemoria, ma le mie colleghe, la serenità e il rispetto con cui condividiamo le nostre ore lavorative.
Se potessi modificare qualcosa del mio lavoro vorrei poter capire le battute del nostro OLP!!
Ho avuto la possibilità di conoscere molte persone volte all'aiuto verso il prossimo con progetti di ogni genere: il riciclo dei manifesti pubblicitari per creare borse favorendo così l'integrazione delle persone in carcere (coop. Rio Terà dei Pensieri – progetto Malefatte), il riciclo di tessuti che le grandi aziende di abbigliamento italiane ritengono non più di moda, reinventati grazie all'integrazione sociale di donne del territorio. Sono soddisfatta dell'esperienza che sto vivendo per le innumerevoli realtà territoriali che sto scoprendo e di cui non ne sfioravo l'esistenza, e sono molto contenta per il contributo che riesco a dare come cittadina attiva nel territorio.

martedì 1 agosto 2017

I nostri volontari in AZIONE ai Murazzi al Lido di Venezia


Ai volontari di Servizio Civile del Comune di Venezia viene offerta annualmente la possibilità di ideare e realizzare una proposta di intervento civico nel territorio, con le caratteristiche che sia utile ad una situazione critica specifica e che abbia un riscontro nella cittadinanza.
Quest'anno un gruppo di volontari si è proposto e si è attivato nella pulizia della spiaggia dei Murazzi del Lido di Venezia, con la voglia di impegnarsi per la città e per l'ambiente.
Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 27 luglio la raccolta dei rifiuti in spiaggia, soprattutto plastica, attrezzati di pinze, guanti e sacchi neri. Oltre ad aver ottenuto risultati molto produttivi, l'attività è stata trovata piacevole e soddisfacente.
Grazie al Museo di Storia Naturale di Venezia che darà luogo alla mostra itinerante sulla plastica nei mari “Plastica-mente” dal 8 agosto al 16 settembre 2017, i volontari potranno portare il riscontro della loro opera assistendo la mostra. Quest'ultima servirà anche ad aggiungere il valore di sensibilizzazione dei cittadini al tema della plastica in mare, infatti il lavoro dei volontari di Servizio Civile Nazionale si fa volto di uno degli esempi di buone pratiche da adottare per la riduzione di questo fenomeno.
Un altro canale con il quale verrà promosso il progetto dei ragazzi sarà la campagna di sensibilizzazione “Clean Sealife – Tutti insieme per un mondo pulito” la quale unisce subacquei, pescatori, diportisti, bagnini, bagnanti, ragazzi e tutti i cittadini nella riduzione dei rifiuti marini.
Le foto scattate durante la raccolta ai Murazzi verranno pubblicate nei loro portali internet e social network e verranno utilizzate per promuovere proprio questo tipo di semplici azioni che si fanno portatrici di benefici e cittadinanza attiva.
Altre foto le potete trovare nella nostra pagina Facebook: Servizio Civile Venezia 
 

venerdì 28 luglio 2017

TESTIMONIANZA di ANTEA Liberalesso



Antea, volontaria presso gli Uffici del Servizio Civile di Mestre,
qui la troviamo (a destra) con lo stand al parco Hayez per promuovere il bando del Servizio Civile 

Mi chiamo Antea Liberalesso, ho 20 anni, vivo vicino Mestre e sono una volontaria di Servizio Civile. Il progetto di cui faccio parte è quello che quest'anno ha titolo “Giovani e cittadinanza attiva” presso la sede dell'Ufficio Servizio Civile di Mestre Venezia, dove svolgo le attività da novembre.
Ciò che mi ha spinto a scegliere il progetto sono stati i percorsi di promozione della cultura di Servizio Civile dedicati alle classi quinte di alcuni Istituti Superiori nel territorio. Questo perché, a mio parere, oltre a far conoscere il Servizio Civile come opportunità, riuscire a dare un messaggio di nonviolenza, cittadinanza attiva e solidarietà ai ragazzi ha un valore importantissimo.
Queste idee nel corso dei mesi si sono concretizzate sia attraverso le attività di formazione sui temi del Servizio Civile, sia grazie alle varie iniziative nel territorio. Ad esempio, abbiamo aderito con una nostra attività, dedicata alla sicurezza in città, all'evento “In Marcia per la Pace” che a marzo ha visto protagonista la città di Mestre; abbiamo collaborato alla rassegna cinematografica di impegno civile organizzata dal Servizio Civile Venezia assieme alla Casa del Cinema di Venezia “Notti Disarmate”. Inoltre ho potuto partecipare ad alcuni percorsi sull'interculturalità dedicati ai minori e ho potuto seguire da vicino l'arrivo di una famiglia siriana nel territorio veneziano attraverso i “corridoi umanitari”, occupandomi dell'accoglienza e venendo anche a contatto con la famiglia.
L'esperienza che sto vivendo è molto positiva, ricca di opportunità sotto il punto di vista sociale, professionale, storico-culturale e formativo.
Per concludere, grazie all'esperienza del Servizio Civile ho trovato la mia strada e ho deciso quest'anno di iscrivermi al corso universitario di “Scienze Politiche, relazioni internazionali e diritti di pace” con l'obiettivo di continuare il percorso che sto vivendo.

giovedì 29 giugno 2017

TESTIMONIANZA di ALBERTO SCATTO VIO

ALBERTO Scatto Vio - Casa del Volontariato & Ufficio Servizio Civile


Alberto mentre pubblicizza il bando del Servizio Civile all'evento benefico Uguale Days. Qui insieme ai Rumatera e Danilo di Radio DeeJay.
 
Mi presento, sono Alberto, 26 anni, sono un grandissimo appassionato di cinema e musica (tant'è che ho fatto comparse in vari film e serie tv ambientati a Venezia e sono uno dei cantanti del Rockin'1000) e dal Novembre 2016 lavoro al Servizio Civile sul tema della nonviolenza alla Casa del Volontariato di Mestre con spola all'ufficio del Servizio Civile di Via Costa. L'aspetto che preferisco del mio lavoro è la possibilità di interagire, conoscere e rapportarmi con persone di varia estrazione sociale così da vedere il Mondo in un'ottica stupenda, li dove non esistono i confini.
Il primo pensiero quando penso alla parola Servizio Civile è sicuramente volontariato, che si tramuta poi in un esperienza che ti riesce a cambiare la vita. In questi mesi di Servizio Civile ho imparato a fare sia squadra con i miei colleghi e saper coinvolgere le persone nelle attività che svolgo e svolgiamo nei vari eventi ove siamo partecipi. A volte si fatica, ma il risultato finale ripaga sempre di tutto.

mercoledì 7 gennaio 2015

Angela ci racconta il suo anno di SC!



Sono felice di questa avventura e consiglierei ad altri ragazzi di fare la mia stessa scelta!


È ormai passato un anno da quando ho iniziato la mia esperienza come volontaria di Servizio Civile. Consigliata e spinta dalle parole di un'amica ho deciso di presentarmi come candidata e mi sono proposta per prestare servizio presso la Casa del Cinema a Venezia. 
Ora che la mia esperienza è quasi giunta al termine, sono felice di questa avventura e consiglierei ad altri ragazzi di fare la mia stessa scelta. È stato un anno formativo, sia dal punto di vista professionale che personale. Ho avuto la fortuna di essere una delle due volontarie presso la Casa del Cinema, lavorando all'interno di un ambiente positivo, che ha sempre riconosciuto e valorizzato il mio ruolo di volontaria. 
Insieme a Eloisa ho catalogato, aiutato gli utenti nelle visioni individuali, accolto le persone prima degli spettacoli, organizzato la rassegna Notti Disarmate e  curato alcune schede del giornale del Circuito Cinema. Ho avuto la possibilità, durante quest'anno, di fare esperienza e conoscere meglio l'ambiente cinematografico, mia grande passione.
Il Servizio Civile mi ha dato la possibilità di fare tutto questo, e non solo. 
Durante le formazioni ho scoperto e approfondito temi che prima conoscevo solo marginalmente. Con il gruppo di formazione mi sono confrontata e mi sono sentita cittadina attiva, grazie all'intervento civico “Vivi via Dante” presso la scuola elementare C. Battisti. 
Insieme agli altri volontari ho partecipato a laboratori, tenuti presso casa Bainsizza, che affrontavano temi particolari come il movimento di decrescita e il consumo critico.
Se quel giorno non mi fossi presentata per i colloqui, non sarei mai potuta andare all'Arena di Pace, il 25 aprile, e non avrei mai ascoltato testimonianze importanti e valide posizioni nonviolente che affermavano a gran voce che un altro futuro, non militarizzato e più solidale, è possibile. 
Insomma, quest'anno vissuto come volontaria di Servizio Civile è stato importante e formativo. 
Spiace che la mia, la nostra esperienza sia già giunta al termine. In un anno conosci realtà e bisogni, necessità e opportunità che non possono scomparire con la fine del tuo servizio. Forse, il vero scopo di questa esperienza è far capire che noi, in quanto cittadini attivi, abbiamo l'obbligo e il potere di cambiare le cose, possiamo e dobbiamo intervenire nella nostra quotidianità e che, nonostante l'esperienza sia conclusa, questo non presupponga un blocco e una stasi, lasciando il posto passivamente a altri volontari che avranno la fortuna di vivere lo stesso nostro percorso. 

Angela Ruzzoni

martedì 9 dicembre 2014

SANDRO GOZZO

Una volta scelta la via dell’Amore si può retrocedere a quella dell’odio?

Sandro Gozzo


Partiamo dall’inizio, come mai ha scelto di non fare la leva militare?
Lavoravo come insegnante elementare già dall’età di 19 anni e frequentavo l’università, così ho potuto rinviare il servizio militare (che allora ti arruolava a 18 anni se non studiavi) e ciò mi ha permesso di riflettere per ben 6 anni e di fare una scelta ponderata, idealmente motivata, senza cercare espedienti per evitare il problema, per “imboscarmi” come si diceva allora. A dir la verità, nell’adolescenza pensavo di fare il carabiniere perché mi sentivo attirato dall’impegno nell’arginare la violenza e l’ingiustizia, ma poi. Nel 1976 ho deciso di approfittare della legge 772 del 1972 e di fare il servizio civile alternativo.
Furono soprattutto le letture di diversi autori del mondo cattolico e cristiano che mi convinsero a rifiutare l’esercito sulla base di una forte motivazione “religiosa".
Compresi le cause delle ingiustizie e delle violenze nel mondo e meditai a lungo sui pericoli che ancor oggi ci sovrastano, gli enormi progressi del diritto, della medicina e delle altre scienze, della tecnica, delle arti, della politica, della letteratura, delle scienze umane e dell’educazione, progressi che portano alla crescita del benessere per tutti e alla diminuzione della violenza (v. Steven Pinker, “Il declino della violenza”, Mondadori 2013).
Compresi d’essere responsabile di tutto: il potere è la sottomissione è l’assenso all’ubbidienza (Vladimir Bukosky, “Il vento va e poi ritorna” Feltrinelli 1978) e imparai ad essere obbediente ai principi e disobbediente verso le leggi, le strutture o i governanti che li trasgrediscono o li contraddicono.
Scelsi, grazie alla convenzione nazionale della Caritas, di svolgere il servizio in Calabria, in una comunità della “Piccola opera Papa Giovanni” con la quale ancor oggi ho contatti frequenti e progetti in comune.

Se tornassi indietro lo rifaresti o sceglieresti un’altra strada?
In ossequio provocatorio ad un vecchio detto del diritto militare “semel miles, semper miles”, (una volta soldato si è soldati per sempre) applicato agli obiettori di coscienza direi così: semel obiciens, semper obiciens! E oggi si potrebbe dire: una volta che hai scelto la solidarietà devi essere per sempre una persona solidale. Una volta scelta la via dell’Amore si può retrocedere a quella dell’odio? Anche se pare assurdo, si può tornare indietro da ogni scelta. Sono molti gli amici che hanno fatto il militare i quali affermano che non lo rifarebbero, mentre ho conosciuto solo un amico che ha abbandonato la nonviolenza per darsi alla clandestinità e diventare un terrorista. Qualche volta sarei tentato anch’io di diventare violento con i violenti e i padroni del mondo ben sapendo che cosa diceva la bibbia già 200 anni prima di Cristo sull’indissolubile vincolo tra pace e giustizia, tra mezzi e fini.
Più frequentemente sarei tentato di farmi assorbire nella comoda mediocrità dove l’indifferenza regna sovrana, dove la responsabilità per i mali del mondo è sempre degli altri o del destino, ma spero che siano i giovani ad essere più radicali di me nella scelta della pace, della nonviolenza, della fratellanza universale e di rinfacciarmi quello che ho scritto e che ho fatto se dovessi rimangiarmi le scelte giuste, cioè quelle sulla strada del bene e della speranza. I cinici, gli egoisti e i disperati non hanno mai cambiato il mondo in meglio e rappresentano la zavorra che sta affossando la storia umana.

Ti senti un difensore della Patria?
Come scrissi nella mia dichiarazione di autoriduzione “Ho scelto il servizio civile perché ritengo che le vere guerre da combattere siano quelle contro l’ingiustizia che si manifesta in sfruttamento, in emarginazione, in dipendenza culturale o in mille altre forme di violenza evidente od occulta. Condividere queste situazioni e lottare per liberarsi rappresenta l’autentica difesa della patria, un dovere sacro che ogni cittadino dovrebbe rispettare per camminare verso l’internazionalismo e la pace senza barriere e corazze inutili”.
Il concetto di Patria è tutto da rivedere. Piuttosto appartengo ad una nazione, cioè ad un luogo in cui sono nato, ma la mia paternità ideale è il mondo: siamo tutti cittadini del mondo. Piuttosto riconoscerei l’Europa come la mia patria e “màtria” attuale, scusate il gioco di parole, ma è per evidenziare un concetto di figliolanza culturale che dipende ormai da una cultura “cosmopolita” e da una “coscienza planetaria”. Non so se per voi queste parole abbiano il senso profondo che io attribuisco a loro, ma non ne ho altre di migliori per esprimere quella verità pericolosa del termine che Dürrenmatt condensava nella frase “quando lo stato si prepara ad uccidere si fa chiamare Patria”.

Come mai la scelta dell’ autoriduzione del servizio civile?
Il servizio Civile durava allora 8 mesi in più del servizio militare e l’obiettore era un dipendente dell’esercito. La legge 772 del 1972 era stata definita dagli obiettori come una legge truffa, ma a parte i pochi giovani anarchici che rifiutavano anche il servizio civile e i molti testimoni di Geova, nessuno aveva inventato una protesta nonviolenta che fosse davvero efficace, mettendosi contro la legge e rischiando il carcere pur rispettando la legge, cioè svolgendo il Servizio Civile solo per un anno come quello militare.
Organizzai l’autoriduzione come protesta contro la militarizzazione del servizio civile e la punitività della legge.
Questa protesta coinvolse una ventina di giovani nella decina di anni in cui durò, ma non fu condivisa pienamente dal Movimento Nonviolento, né dalla LOC, bensì soltanto da Radicali e anarchici, e da alcuni gruppi sensibili dell’ambito cattolico. Per tale motivo la protesta invece di pochi mesi, durò molti anni. Eravamo troppo pochi a sfidare le istituzioni e ad accettare il rischio della punizione del carcere dove, comunque, solo io tra gli autoriduttori fui rinchiuso per 5 mesi, infatti furono subito riconosciute le eccezioni di incostituzionalità al secondo processo di Silverio Capuzzo e nessun altro autoriduttore stette in carcere per più di una settimana. Le due eccezioni riguardavano la giurisdizione, cioè il fatto che noi non volevamo dipendere dalla stessa autorità che rifiutavamo, e la durata del servizio che avrebbe dovuto essere identica a quello militare..
Fui il primo ad iniziare in Italia questa protesta assieme a Silverio Capuzzo di Lova e a tutti gli autoriduttori che continuarono poi la battaglia fino alla vittoria di alcuni anni dopo, quando la Corte Costituzionale ci diede ragione e smilitarizzò prima il servizio e poi lo equiparò per durata a quello militare. Dopo il pronunciamento dell’alta Corte provai un senso di grande soddisfazione nel sentire i giudici che sostenevano con forza le stesse tesi per le quali altri loro colleghi mi avevano imprigionato. È con orgoglio che posso dire di aver individuato con i miei amici la lotta nonviolenta che ha portato all’istituzione del nuovo Servizio Civile nella forma in cui oggi si svolge. Proprio così lo desideravamo!

Sapevi che saresti finito in carcere ? La tua famiglia ti appoggiava?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuto. Mio padre venne anche al processo di Palermo. Fu molto triste quando incrociò il mio sguardo mentre uscivo dal cellulare (così si chiamava il pulmino dei detenuti) e vide che ai polsi avevo due enormi manette e una lunga catena tenuta da un carabiniere. Non dimenticherò mai quello sguardo turbato e quella silenziosa presenza. Lo salutai e lui non disse nulla, ma sapevo che era orgoglioso della scelta di suo figlio e con lui anche mia madre, mia sorella e gli altri quattro fratelli maschi che pure avevano fatto il servizio militare prima di me.

Sì, sapevo di finire in carcere, ma contavo sulla sollevazione di tutti gli altri obiettori. Un po’ come i giovani antinazisti tedeschi della Rosa Bianca… ma essi pagarono con la vita la pusillanimità dei coetanei. Ci furono diverse manifestazioni, petizioni e altri proteste, ma i 40 obiettori che a Bologna con Silverio Capuzzo avevamo riunito due mesi prima da tutta Italia e che sembravano decisi a fare l’autoriduzione per riempire le carceri secondo un “protocollo” tipico delle azioni nonviolente di Gandhi e King, una volta che mi videro in galera, si ritirarono da quel tipo di lotta. Solo Silverio Capuzzo continuò e dopo il suo processo nessuno finì più imprigionato perché fu rinviata la questione alla Corte Costituzionale. Tuttavia la protesta non venne sostenuta degli stessi nonviolenti e tale rigidità mentale allungò i tempi a dismisura e divise il movimento già allora frammentato. Solo il MIR di Padova sostenne costantemente e con forza, la protesta degli autoriduttori più della Loc e del Movimento Nonviolento a cui non dispiacevano i mesi in più (per “selezionare” i “migliori”, i più convinti) e fu grazie a quel sostegno controcorrente che la Corte Costituzionale arrivò ad obbligare il parlamento a rivedere la legge. Quanti anni furono sprecati per la divisione interna ai pacifisti e quanti giovani, soprattutto le donne, dovettero rinunciare al Servizio dal 1979 al 2002 quando finalmente dopo 22 anni entrò in vigore la legge 6 marzo 2001 n° 64 e poi fino al 1° gennaio 2005, quando il Sevizio diventò volontario!

Questa scelta come ha influito nella tua vita, nel rapportarti con le ingiustizie e istituzioni?
Vorrei spendere due parole sul periodo di reclusione, perché finora nessuno mi ha chiamato mai a parlarne specificatamente. Il carcere militare è quasi uguale nella struttura a quello civile, ma molto diverso è il clima interno per la presenza di coetanei giovani, per la specificità dei reati, per il frequente avvicendamento e quindi per l’assenza del nonnismo.
Il carcere è un sistema necessario per frenare gli eccessi della trasgressione alle leggi fondamentali della convivenza, ma il modo in cui la reclusione viene realizzata, salvo oasi felici, va modificato nell’ottica della legge Gozzini, la più avanzata del mondo.
La punizione peggiore consiste nella privazione della libertà che è il bene supremo. Allo stesso tempo ti accorgi che la libertà è essenzialmente mentale e ancor più interiore, spirituale. Questa consapevolezza ti rinforza invece di indebolirti, ti sostiene, ti rende orgoglioso e progressivamente coraggioso. Anche il coraggio si impara, come l’orgoglio per la difesa dei valori e la disciplina dell’attesa. Tutto si impara. E spesso nel carcere si impara a diventare cattivi perché si è “captivus”, cioè preso e collocato in un luogo dai “ristretti orizzonti”, come gli animali in gabbia.
Non auguro il carcere a nessuno, ma un periodo di auto-reclusione (magari in un convento a meditare) lo consiglierei a tutti per comprendere che esiste un mondo nascosto, parallelo, assurdo… e per tanti altri motivi: per imparare la lezione del silenzio e della riflessione; per ridare valore alla parola e contrastare la confusione; per un apprendistato che abitui alla gestione sobria e comunitaria e per disabituarci alla babele dell’individualismo e del liberismo sfrenato; per una comprensione profonda dell’amicizia possibile con ogni essere umano; per tessere relazioni anche con i nemici, i diversi, i lontani; per capire la povertà dei poveri, la carenza di cultura, del possesso della lingua e il grave pericolo dell’ignoranza e della stupidità umana, molto più dannoso della malvagità stessa.
In carcere, poi, sono stato “adottato” come prigioniero per reati di opinione da Amnesty International. Tutti dovremmo iscriverci e versare ad AI una “decima” in qualsiasi gruppo o associazione in cui siamo impegnati! Il lavoro di Amnesty è unico! Nel 1979 ci furono le prime elezioni europee e questa associazione aveva denunciato la presenza di persone perseguitate per motivi di opinione in Italia. Le elezioni europee non dovevano trovare uno stato italiano in difetto rispetto a quei diritti umani la cui difesa, da Beccaria a Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ci aveva reso degli antesignani esemplari e questo fu forse un motivo che mi fece scarcerare poco prima di quelle elezioni con 2 mesi di anticipo sulla pena di 7 mesi.

Cosa porti dentro di quel periodo?
È stato un periodo “mitico”. Ho conosciuto in un solo anno tanti mondi differenti. Per primi ho conosciuto “i meridionali” e da allora mi sento un calabrese di adozione. Mi sono innamorato di quella terra straordinaria e ho capito che tutto il mondo è paese. Ho assistito al primo nucleo di giovani che, aggregati da un prete straordinario come don Italo Calabrò, hanno rifiutato di migrare al nord cercando di ricostruire in terra di ‘ndrangheta focolai di giustizia sociale, di rispetto e di rifiuto delle logiche violente. Ho dormito per 12 mesi in un prefabbricato della Caritas che agli occhi della gente era un mini-manicomio, ma in realtà lì si realizzava, attraverso l’ergoterapia, l’alternativa agli ospedali psichiatrici di cui Basaglia era allora l’anticipatore. Sono entrato nella malattia mentale e da lì ho iniziato a non aver paura del diverso e di temere piuttosto le istituzioni totali: questo è il seme che ha dato inizio all’associazione “Il Portico”, nato a Dolo pochi anni dopo con tanti altri amici che ancor oggi condividono quelle idee (da Melito Porto Salvo, dove ho svolto il Servizio Civile, sono venuti a trascorrere le vacanze con noi anche quest’anno 12 persone, 9 delle quali con disabilità mentale. Dopo quasi 40 anni il contatto che ho aperto con gli amici di Reggio Calabria è ancora attivo! Non è incredibile? Spero che a tutti i giovani venga la voglia di prolungare nel tempo i contatti unici e preziosi che si intrecciano durante il Servizio Civile!)
Ho conosciuto la solidarietà di tanti amici che hanno sostenuto la mia scelta radicale anche nella lotta politica nonviolenta contro uno stato che ancor oggi è ciecamente militarista e che non trova opposizione significativa nemmeno nella Chiesa (è il caso di dire, a proposito di papa Francesco, che “un papa non fa primavera” se tutte le altre rondini non arrivano negli stessi cieli).
Studiando la pedagogia ho capito che noi impariamo tutto. La risposta violenta è un fatto culturale ed è essenzialmente politico. Solo l’educazione toglie l’essere umano dallo stato di ferinità, e ci stiamo riuscendo. Alfred Adler scriveva che “La tendenza ad agire per il bene comune è piuttosto debole nell’attuale stadio dello sviluppo dell’evoluzione, ma alla fine dovrà diventare automatica come il respiro o il cammino in posizione eretta. La soluzione dei problemi della società porterà alla soluzione dei nostri stessi problemi, quindi ogni uomo è coinvolto nella soluzione dei problemi della società in funzione del grado al quale è stato risvegliato o appreso il suo interesse sociale”
Il motto che l’associazione “Il Portico” ha fatto proprio è questo: “Non dobbiamo essere in pochi a fare tanto, ma in tanti a fare un poco ciascuno”… dobbiamo sempre coinvolgere le persone che ci stanno attorno. Con discrezione, ma con fermezza. È più facile fare le cose individualmente che appassionare gli altri e farle assieme. « Da solo, cammino più veloce, insieme, camminiamo più lontano” (proverbio africano).

Cosa ti senti di dire a giovani del servizio civile e alle nuove generazioni che vengono a contatto con questa realtà?
Direi le stesse parole di Piero Pinna, il primo obiettore di coscienza italiano: “Vi prego di guardare bene. Chi vi parla non è chi apparentemente vi sta di fronte, ma un giovane di non più di vent’anni, quel giovane che quasi mezzo secolo fa faceva obiezione di coscienza. Semplicemente come tale egli vi parla, come se fosse allora, ed i decenni trascorsi ad oggi tra le mille discussioni in cui si è venuto a trovare, farcite di tematiche e problematiche e analisi e teorie e modelli d’ogni genere in materia di pace e di guerra, non abbiano spostato in nulla quella sua originaria persuasione; e semmai siano serviti, quegli anni e discussioni, a renderlo sempre più convinto che quei miliardi di parole nella loro pretesa razionalità, scientificità e realismo a null’altro approdino che ai risaputi falsi sillogismi “che fanno in basso batter l’ali”; e alla resa dei conti, a condurre quel basso volo a sfracellarsi nel baratro della guerra. Sempre più persuaso che, se non vogliamo arrivare a quel tragico epilogo, prima che in quella voragine mortale ci si trovi in un silenzio ghiacciato dove ogni voce suona ormai assurda, pietrificata, vacua, non vi sia che da pronunciare una sola parola: no alla guerra, ad ogni guerra, fatta da chiunque, per qualsiasi ragione”.[ Pietro Pinna “La mia obbiezione di coscienza”, Edizioni del Movimento Nonviolento, 1994, Appendice 3]
Parole e concetti analoghi si trovano anche nel libro di Alberto Trevisan “Ho spezzato il mio fucile”, ma so che avete intervistato precedentemente questo mio amico e maestro.


giovedì 18 settembre 2014

Un passo per la Pace

Un nuovo passo per la Pace 

A Firenze il 21 settembre


Basta guerre! Mai più vittime! Fermiamo la strage di Gaza.
Per Pace, Libertà, Giustizia in Palestina e Israele, in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan e Ucraina…
Troviamoci tutti a Firenze il 21 settembre ascoltando popoli e società civili e costruendo un percorso di PACE e GIUSTIZIA




lunedì 1 settembre 2014

Verona Marathon?

Avete mai sentito parlare della Verona Marathon?

Ormai è giunta alla sua dodicesima edizione, che si terrà domenica 5 ottobre 2014. 

Quest'anno sarà possibile correre aiutando il progetto “Mamma” in Burkina Faso, un progetto Unicef portato avanti dall'associazione ProgettoMondo Mlal che ospita alcuni volontari del Servizio Civile di Verona.

Il progetto è volto a garantire un'alimentazione sana ai bambini della regione di Cascades insegnando alle madri come riconoscere la malnutrizione dei figli e come curarla. 
Potete aiutare il progetto in tre modi: preacquistando il pettorale presso l'associazione, oppure scegliendo di donare 5 euro al progetto all'atto dell'iscrizione online, o ancora diventando fundraiser per la campagna “Io non mangio da solo” di Rete del Dono. 

L'ultima possibilità è un'opportunità particolare, in cui dovrete invitare amici, parenti e sostenitori ad appoggiarvi nell'impresa sportiva con una piccola donazione. Se raggiungerete i 180 euro, vi verrà rimborsato il costo del pettorale. 
Se non vi sentite pronti a correre una maratona, potete correre la mezza maratona o la 10k. 

Trovate le informazioni sulla maratona al link http://www.veronamarathon.it/it/ e quelle sul progetto al link http://www.mlal.org/info/veronamarathon/it. 

Buona corsa e buon Servizio Civile!


Beatrice Foffani

giovedì 7 agosto 2014

Riflessioni sulle elezioni

Riflessioni sulle elezioni 

di Caroline Salazar


Il 25 luglio è stato un bel giorno per la sottoscritta, ha fatto il suo servizio con molto piacere e alle 16.30 circa ha ricevuto la notizia che era appena stata eletta delegata regionale per il servizio civile insieme ad altre due ragazze veramente in gamba ed intelligenti: Silvia Gallizia e Beatrice Foffani.
La soddisfazione è stata grande e il primo pensiero è stato quello di ringraziare tutte le persone che ci avevano dato fiducia. Tuttavia quando ho letto il numero delle persone che avevano effettivamente votato sia per il Veneto (131 su 700 circa), sia in tutto il resto d’Italia (ovvero meno del 10% dei volontari in servizio), ho capito che c’è tantissimo lavoro da fare per la sensibilizzazione non solo al voto, ma soprattutto a che cosa significa veramente fare servizio civile.

giovedì 10 luglio 2014

Sosteniamo i nostri candidati!



SOSTENIAMOLI!!!

Ecco i candidati del Veneto per le imminenti elezioni!


Vi presentiamo i candidati che hanno deciso di dedicare il loro tempo a noi, per dare voce ai nostri diritti, prestiamogli l'attenzione che meritano ClICCANDO QUI!

Ricordatevi di votare,

ecco gli appuntamenti!



  • elezioni a delegato regionale si terranno dal 21 al 24 luglio 2014 (fino alle ore 17:00)
  • elezioni a Rappresentante regionale e nazionale si terranno dal 26 al 27 settembre 2014

giovedì 22 maggio 2014

Aiuti per l'alluvione in Serbia e Bosnia-Erzegovina

 

A seguito della grave alluvione che ha colpito la Serbia e la Bosnia-Erzegovina una rete di associazioni e singoli cittadini promuove in Città una raccolta di aiuti umanitari.


(Fonte: East Journal)

 

una prima raccolta è prevista per:

venerdì 23 e sabato 24 dalle 10,00 alle 13,00 in via Fogazzaro 13, Mestre ( laterale di via Capuccina autobus 7 o Mirano da Venezia )

Altre indicazioni di seguito sui materiali e beni che servono...
   

martedì 13 maggio 2014

Poveglia per Tutti



Poveglia per Tutti
 



Nel mezzo della laguna veneziana, proprio di fronte a Malamocco, c'è una piccola isola chiamata Poveglia. Sette ettari e rotti di sterpaglie e costruzioni cadenti, all'apparenza. Ma quest'isola nasconde in sé molto di più. Non parliamo della storia millenaria o della valenza strategica della sua posizione. Né della memoria e delle esperienze che generazioni di veneziani hanno maturato attorno a Poveglia. No, c'è molto di più. E riguarda tutti noi.

Questa piccola isola è il simbolo di una sfida che in passato abbiamo perso troppe volte. E' la battaglia impari di Davide contro Golia.
Poveglia è in vendita. L'agenzia del Demanio l'ha messa all'asta. Quello che da molti era percepito come bene pubblico, rischia di essere svenduto a qualche privato - com'è successo ad altre magnifiche isole della laguna - che escluderà "il resto del mondo" da questo meraviglioso avamposto di terre emerse tra Venezia e il Lido.

Ma questa volta sembra che Davide abbia parecchi alleati. Ne serviranno molti di più. 

martedì 6 maggio 2014

Happy in Mestre

 "Happy in Mestre": video ecologico per promuovere le bellezze della città

 


Durante le riprese
MESTRE - Anche Mestre entra tra le città che usano il successo mondiale di “Happy”, la hit di Pharrell Williams, per promuovere i propri luoghi più significativi. Il video mostra, sulle note della canzone, la “Mestre Bella”: piazza Ferretto, la nuova piazza Candiani, i parchi Bissuola e San Giuliano, Forte Marghera, la riqualificazione di Altobello, via Palazzo, la nuova sede della biblioteca Vez, via Poerio per citare alcuni luoghi presenti nel filmato.

Regia, riprese e montaggio sono state di Alessandro Zanchini, con la collaborazione di Andrea Facchin. È stato un video "ecologico": tutti gli spostamenti per realizzarlo sono sempre avvenuti a piedi o in bicicletta o con mezzi pubblici. 
Da: "Il Gazzettino"



Durante le riprese
Anche Mestre entra tra le città che usano il successo mondiale di “Happy”, la hit di Pharrel Williams, per promuovere i propri luoghi più significativi. E' stato infatti inserito nel canale Youtube del Comune di Venezia il video, realizzato dai Servizi Comunicazione istituzionale e Sito Internet e Videocomunicazione, e dai giovani volontari del Servizio Civile, che mostra, sulle note della canzone, la “Mestre Bella”: Piazza Ferretto, la nuova Piazza Candiani, i parchi Bissuola e San Giuliano, Forte Marghera, la riqualificazione di Altobello, via Palazzo, la nuova sede della biblioteca Vez, via Poerio per citare alcuni luoghi presenti nel filmato.
Realizzato per la regia, riprese e montaggio di Alessandro Zanchini, con la collaborazione di Andrea Facchin, il divertente video, i cui tutti gli spostamenti per realizzarlo sono sempre avvenuti a piedi e in bicicletta o con mezzi pubblici, sarà a breve pubblicato sul sito internazionale http://www.wearehappyfrom.com/ che raccoglie tutte le città che usano l'irresistibile ritmo di “Happy” per mostrarsi al mondo.
Da: "La Nuova di Venezia e Mestre"


Ecco il video:


martedì 19 marzo 2013

Ma che forte! Una passeggiata tra storia e natura.

Il progetto nel suo complesso nasce per un interesse verso uno dei molteplici siti di pregio urbanistico-ambientale dislocati nel territorio.

La sede designata per lo svolgimento del progetto di cittadinanza attiva è il Forte di Carpenedo.

Oggi questa struttura viene usata spesso per attività didattiche-museali e iniziative socio-culturali, e in virtù della sua composizione, è adatta per le varie iniziative che riguardano il progetto.

L'evento è rivolto a tutti coloro che volessero conoscere le meraviglie storiche, focalizzando la propria attenzione nella composizione floro faunistica dell'area boschiva prospicente il Forte, ultimo residuo dei boschi planiziali caratteristici dell'entroterra veneziano.



Le maggior parte delle attività saranno rivolte ai più giovani, che intendono incrementare la conoscenza e l'attaccamento verso il proprio territorio, in una maniera più giocosa e meno convenzionale.

In caso di maltempo si posticiperà a Domenica 7 Aprile 2013.

Attività:

14.00 Inizio percorso guidato.
Aperto a tutti, si concentrerà su 5 punti del Forte di ambito storico/naturalistico:
il frontale d'accesso, il nido del picchio, il fossato, il percorso delle munizioni dal deposito ai cannoni, il bosco.

15.00 Inizio laboratori creativi.
Attività aperta a tutti i bambini, vedrà la realizzazione di alcuni manufatti.
Per un pomeriggio creativo tra Storia e Natura
Durata: 2 ore circa.

La visita guidata e i laboratori creativi sono anticipati da una videoproiezione.

Tutte le attività sono gratuite.


Consigliamo abbigliamento comodo.

Informazioni:

Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito:
http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/63195 

oppure:

Forte di Carpenedo
fortecarpenedo@gmail.com