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giovedì 29 giugno 2017

TESTIMONIANZA di ALBERTO SCATTO VIO

ALBERTO Scatto Vio - Casa del Volontariato & Ufficio Servizio Civile


Alberto mentre pubblicizza il bando del Servizio Civile all'evento benefico Uguale Days. Qui insieme ai Rumatera e Danilo di Radio DeeJay.
 
Mi presento, sono Alberto, 26 anni, sono un grandissimo appassionato di cinema e musica (tant'è che ho fatto comparse in vari film e serie tv ambientati a Venezia e sono uno dei cantanti del Rockin'1000) e dal Novembre 2016 lavoro al Servizio Civile sul tema della nonviolenza alla Casa del Volontariato di Mestre con spola all'ufficio del Servizio Civile di Via Costa. L'aspetto che preferisco del mio lavoro è la possibilità di interagire, conoscere e rapportarmi con persone di varia estrazione sociale così da vedere il Mondo in un'ottica stupenda, li dove non esistono i confini.
Il primo pensiero quando penso alla parola Servizio Civile è sicuramente volontariato, che si tramuta poi in un esperienza che ti riesce a cambiare la vita. In questi mesi di Servizio Civile ho imparato a fare sia squadra con i miei colleghi e saper coinvolgere le persone nelle attività che svolgo e svolgiamo nei vari eventi ove siamo partecipi. A volte si fatica, ma il risultato finale ripaga sempre di tutto.

giovedì 1 giugno 2017

TESTIMONIANZA DI FLAVIA CECCATO - OLP

FLAVIA Ceccato, OLP
Ufficio Servizio Civile


Mi presento: sono Flavia Ceccato, sono impiegata da 11 anni presso il Comune di Venezia e da pochi mesi mi occupo di servizio civile (da dicembre); sono OLP di due volontarie per il progetto che si chiama “cittadino: da diritto acquisito a conquista” presso il Servizio Civile di Via Costa.
La mia scrivania in ufficio è 'abbastanza' ordinata, anche se traborda di carte, cartaccie e mille pizzini ovunque. Di solito tengo in ordine le mie cose, ma non riesco a liberare spazio e incombenze attorno a me, e la scrivania ne risente! Però ho delle splendide orchidee che stanno fiorendo, ci sto molto dietro, le curo e le coccolo continuamente… In questo ufficio hanno trovato il loro habitat ideale, spero sia lo stesso anche per me!
Del mio ruolo di OLP mi piace il fatto che 'accompagno' le persone in un percorso di crescita e di maturazione, condividendo con le volontarie i principi del servizio civile e provando a tradurli nella realtà pratica di tutti i giorni. Mi piace la relazione con persone giovani e dinamiche, desiderose di affacciarsi con fiducia al futuro e al mondo. Mi piace meno dover fare, a volte, il vigile urbano, anche se richiedere il rispetto degli orari e dei patti è fondamentale per impostare un rapporto corretto fra me e i volontari e tutti gli altri colleghi.
Secondo me l'OLP ha un ruolo di riferimento, colui da chi va il volontario per risolvere dubbi, criticità e perplessità ma non solo, oltre che per costruire assieme le azioni previste dal progetto. Per me è una persona che, oltre a essere esperta della sua materia, dovrebbe essere un punto di riferimento, e per questo deve tenere un comportamento consono al suo ruolo, consapevole anche del significato formativo e pedagogico che la sua figura riveste.

giovedì 25 maggio 2017

Testimonianza di SARA VECCHIATO

SARA
Volontaria per LA NONVIOLENZA RINNOVA LA CITTA'
presso l'Ufficio del Servizio Civile



Mi presento: sono Sara e ho quasi 25 anni. Sono una sognatrice e mi accorgo molto spesso di avere la testa fra le nuvole. Mi piace la musica, il canto, il disegno e mi diverte scrivere quello che mi passa per la testa. Quest'anno presto SC nell'Ufficio del Servizio Civile: mi piace molto essere a contatto con gli altri volontari, lavorare alla realizzazione di progetti e assistere al processo di elaborazione di quelli futuri.
Sopra la mia scrivania, nell'ufficio dove lavoro, c'è un computer, un sacco di fogli e appunti che dissemino dappertutto, le immancabili merendine e una piantina che è il mio orgoglio perché sta continuando a crescere nonostante io sia negata in botanica. Sul muro sopra la mia postazione ci sono dei cartelli con delle frasi divertenti affisse dai volontari degli anni passati.
Nel mio ufficio c'è un rito mattutino che amo molto: il caffè! Prima di iniziare a lavorare ci ritroviamo con tutti i colleghi a bercene una tazzina e a mangiare dei biscotti portati da casa. Il caffè noi lo facciamo con la moka... però molto spesso ci dimentichiamo di averlo messo sul fuoco e lo beviamo bruciacchiato! Che orrore!
Mi piace molto che il SC sia aperto anche agli stranieri residenti in Italia, secondo me è un buon metodo di integrazione e un opportunità per fare una reciproca conoscenza. Mi piace anche il fatto che abbiano aperto bandi dedicati all'agricoltura in montagna e che si siano impegnati a ridurre l'orario di lavoro settimanale dei volontari a 25 ore rispetto alle 30 ore attuali, dato che molti di noi studiano oppure lavorano.

venerdì 19 maggio 2017

Testimonianza di RICCARDO SARTOREL, OLP

Mi presento: sono Riccardo Sartorel, Assistente Sociale in forze alla UOC Minori Stranieri Non Residenti del Comune di Venezia. Come OLP del progetto “Crescere insieme: interventi educativi a minori italiani e stranieri non residenti” seguo una volontaria. Essere OLP dà la possibilità di entrare in contatto con giovani motivati, con energie psico-fisiche da investire in relazioni, conoscenza, formazione e servizio alla comunità. Il mio ruolo è semplicemente quello di incanalare positivamente questa motivazione e queste energie attraverso esperienze di valore e di senso. Questo mi piace. Preferisco meno seguire la parte di incombenze burocratiche o formali, o dover assegnare alla volontaria alcune attività noiose o ripetitive che però sono sicuramente utili, e comunque ne è piena la vita quindi... Coraggio!
Sono OLP da tre anni. Custodisco come valore aggiunto l'intero lavoro di OLP, ovvero contribuire a far sì che un/a giovane che si trova in una fase "esplorativa" di vita possa rappresentare una risorsa per l'Ente per cui lavoro e allo stesso tempo si chiarisca un po' di idee, si orienti, tocchi con mano alcuni aspetti di realtà lavorativa e sociale. Nel nostro Servizio le attività più interessanti sono quelle che mettono a contatto - all'interno di un contesto istituzionale e protetto - la volontaria con adolescenti migranti che vivono in città.
Sono convinto che il contributo che danno i/le volontari/e vada valorizzato e pubblicizzato di più, aiuterebbe sicuramente a cambiare la rappresentazione mediatica e distorta dei giovani demotivati e inattivi.

martedì 20 gennaio 2015

Silvia Battel



Oh oh mancano 15 giorni! 
A cosa? Alla fine del Servizio Civile

È passato un anno, un intensissimo anno e, classica frase retorica, non mi sembra vero, come sempre quando vivi esperienze nuove e momenti fitti di avvenimenti. Il passaggio è critico lo ammetto, un anno può anche passare veloce, ma significa pur sempre 12 mesi di lavoro e condivisione di tante e tante ore con altre persone.
Ora sono seduta alla mia angusta scrivania democraticamente condivisa con la mia fidata “Compagna di merende”, alias Sara del Noce, volontaria anche lei del Servizio Civile. Tra i nostri due pc c’è una piantina grassa che versa, ammettiamolo, in non ottime condizioni, è arrivata con noi in questo ufficio di via Giustizia e ha scandito con la sua crescita quest’anno stravagante. È “verde” come il colore del mio Servizio: Gestione e valorizzazione del verde urbano e del ciclo dei rifiuti ed è, non senza difficoltà, un po’ cresciuta come, del resto, anche noi.
Il bilancio di questi mesi? Beh positivo per molti versi: fare un servizio per il territorio in cui vivi sfruttando le capacità e competenze accumulate in anni di studio in quel settore è sicuramente una bella soddisfazione ed una buona opportunità. Non son mancate le difficoltà e le incomprensioni; venendo di punto in bianco catapultata in una realtà alquanto diversa da tuo precedente quotidiano penso sia normale. Devo dire poi che adesso, dopo un anno, riesco finalmente, con soddisfazione, a rispondere in maniera più concreta, data l’esperienza diretta, alla fatidica domanda: “cos’è il Servizio Civile?” e “quindi cosa stai facendo?”.
Lo consiglieresti? Sì, sicuramente. Soprattutto perché un anno è un buon periodo per poter fare un’esperienza completa sotto molti aspetti, per inserirti al meglio nell’ufficio che ti ospita, per approfondire la conoscenza dei compagni, per raggiungere quell’autonomia lavorativa e di gestione del tempo che non si acquisisce se non con un minimo di esperienza.
Ovviamente è un’esperienza che finisce, purtroppo, e ammetto che sarà dura il 3 Febbraio sapere che non prenderò più la mia fidata bicicletta per raggiungere la stazione ferroviaria e col treno (se passa) smontare a Mestre e poi dirigermi a piedi in via Giustizia dove ad accogliermi ogni mattina ci sono i simpaticissimi colleghi che condividono con noi volontarie l’Ufficio e che hanno contribuito a rendere quest’anno velocissimo.
Silvia Battel

giovedì 11 dicembre 2014

Antonio, un anno fuori dal comune!

Un anno fuori dal comune!

La mia avventura come volontario di Servizio Civile è iniziata a Maggio 2012, quando, superati un po’ di intoppi ben noti a chi come me ha prestato servizio quell’anno, ho cominciato la mia attività presso il Museo di Storia Naturale di Venezia...

Ciò che mi ha avvicinato a questa nuova realtà è stato sicuramente l’interesse per il progetto a cui ho aderito, che si presentava come una ghiotta occasione per poter crescere nella mia professionalità di biologo.
Avrei impiegato gran parte del mio orario di servizio contribuendo alla manutenzione e alla cura degli ospiti di un acquario marino che riproduceva un particolare contesto dell’Adriatico settentrionale: wow!
La mia permanenza in Museo, durante la quale ho collaborato con un magnifico staff giovane e dinamico, mi ha permesso di conoscere e di adoperarmi anche in altri ambiti, quali le collezioni scientifiche, le attività didattiche e altri aspetti particolari della vita di una struttura museale.
Ma il Servizio Civile per me non è stato solo questo, è stata una scommessa fatta e vinta per tutto quello che mi ha lasciato sotto il punto di vista “umano”.
Un lungo ed intenso periodo di formazione mi ha condotto verso nuove conoscenze, magari distanti dal mio percorso formativo ma per forza di cosa vicine al sentire comune che ognuno dovrebbe avere.
Il mio Servizio Civile è stato anche costruire una rete di contatti, in primis con il mio mitico “compagno di Museo” Edoardo e poi con altri volontari (il leggendario gruppo S. Secondo!), concretizzata in diverse occasioni, e approdata ad Aprile 2013 nel progetto di intervento civico organizzato presso Forte Carpenedo: spronati da Michele, Andrea e Paolo siamo riusciti a costruire una giornata in cui abbiamo condiviso, ciascuno per le proprie competenze ed interessi, la volontà di rendere un servizio alla cittadinanza, di fornire un contributo alla società in cui viviamo.
Servizio Civile è tutto questo, è un’esperienza all-around che ripeterei al 100% e che mi sento di consigliare a chiunque abbia voglia di dedicare un periodo della propria vita a un qualcosa di diverso, che assume per ciascuno una sfumatura diversa.


Buon Servizio Civile,

Antonio 

giovedì 18 settembre 2014

Un passo per la Pace

Un nuovo passo per la Pace 

A Firenze il 21 settembre


Basta guerre! Mai più vittime! Fermiamo la strage di Gaza.
Per Pace, Libertà, Giustizia in Palestina e Israele, in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan e Ucraina…
Troviamoci tutti a Firenze il 21 settembre ascoltando popoli e società civili e costruendo un percorso di PACE e GIUSTIZIA




lunedì 8 settembre 2014

ALBERTO TREVISAN

ALBERTO TREVISAN
La storia di chi ha avuto il coraggio di dire NO.


Ecco a voi l'esclusiva intervista ad Alberto Trevisan, obiettore di coscienza Nonviolento che ci teniamo a ringraziare facendogli sapere quanto ammiriamo il suo vissuto!
Avrete la possibilità di incontrarlo mercoledì sera all'evento del Il Portico a Dolo, ore 20.45.
Buona lettura a tutti!



1)      Partiamo dall'inizio, come mai ha scelto di non fare la leva militare?
-Ricordando la mia adolescenza, nei giochi da ragazzi, come quelli alla “guerra” tra bande io ero il primo ad “alzare bandiera Bianca”!
Forse una premonizione del mio pacifismo, del rifiuto anche dei giochi violenti, pur nei limiti dei giochi da ragazzi.
Ma la mia vera scelta di non fare il militare avviene in occasione della visita di leva ( 19 anni), dove notai soprattutto la spersonalizzazione delle giovani reclute e il clima cameratesco e autoritario delle caserme.
Gli agganci con il Vangelo e con i grandi testimoni di pace come Gandhi, Martin Luter King avevano già orientato il mio interesse verso la nonviolenza e il pacifismo.
Inoltre l'aver fatto parte di una “ comunità di base” alla luce del Concilio Vaticano II° ha rafforzato in me lo spirito nonviolento.



2)      Cosa l'ha spinta a lottare per questa opportunità di difesa?
- Le mie convinzioni, di cui sopra, non mi sembravano sufficienti ad affermare dei principi senza poi con coerenza perseguirli.
La nonviolenza non è una pratica “ passiva “ ma assai “ attiva “ in particolare quando si è di fronte a scelte fondamentali e bisogna agire secondo coscienza.
Per me il servizio militare non era che la preparazione alla guerra non con mezzi di pace ma di guerra.
L'addestramento previsto durante il servizio militare prevedeva la possibilità, anche se remota, di combattere contro un” nemico”.


3) Se tornassero indietro lo rifarebbero o sceglierebbero una altra strada?
- Pur dopo oltre 40 anni credo, da nonviolento e da obiettore di coscienza, non cambierei opinione e rifarei quanto ho fatto, pur valutando le diverse condizioni geopolitiche di quest'epoca, non certo tranquilla.
Sono stato in luoghi di guerra a fianco delle vittime e questo è un lavoro che anche i giovani del servizio civile dovrebbero tenere in considerazione.

4) Si sente un difensore della Patria?

- Non mi sono mai sentito difensore della Patria nel senso dell'art.52 della Costituzione che mi obbligava a svolgere il servizio militare.
Mi sono invece sempre sentito difensore della mia comunità e in particolare delle sue fasce più deboli.
Non è un caso che per oltre 35 anni ho lavorato nel sociale nei vari ambiti dell'emarginazione sociale e della devianza.



5)      Sapeva che sarebbe finito in carcere? La sua famiglia lo appoggiava?
Sapevo benissimo che sarei finito in carcere ma non sapevo quanto tempo avrei passato e quanti processi avrei subito. Ho speso quasi tre anni della mia giovinezza tra un carcere e l'altro,, compreso il carcere civile.  Per fortuna il 15/12”72 con la L.n.772, che riconobbe il diritto all'obiezione di coscienza , ritornai ad essere   libero cittadino.
Ma la mia vicenda si  concluse solo dopo 25 anni perchè mi sono opposto al pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere  per cui hanno proceduto al pignoramento dei miei mobili, sino a quando l'ammnistrazione militare non mi ha più perseguito, certa che non avrei mai ceduto alle mie convinzioni.La mia famiglia era a conoscenza della mia scelta e senza la loro  vicinanza e la loro condivisione non  sono ancora convinto, a distanza di anni, se sarei arrivato alla fine di questo lungo percorso di pace.Papà e mamma sono stati dei veri maestri di vita!Per loro ho scritto il  libro - Ho spezzato il mio fucile. Storia di un obiettore di coscienza -, a loro l'ho dedicato. Il grande rammarico è stato che loro mi hanno lasciato troppo presto, senza poterlo leggere.
6)      Mi piacerebbe sapere come questa scelta abbia influito sulla sua vita. Sopratutto nel rapportarsi con le istituzioni e le ingiustizie?
- Come ho accennato prima, pur avendo già percorso gli studi del sociale, il mio contatto in carcere con i detenuti militari e non solo, mi hanno spinto a iniziare la strada professionale nel sociale: 25 anni in psichiatria, assistenza alle persone senza fissa dimora e ai “ minori stranieri non accompagnati “  che cominciavano ad arrivare in Italia o dall'Albania o dalla Romania o dalla Moldavia chi con le carrette della morte  chi nascosti sotto i camion.
Con le istituzioni mi sono sempre posto secondo le mie funzionali istituzionali, non rinunciando mai ai miei principi e, quando era necessario, aprendo vertenze a favore degli utenti disagiati.
Il mio impegno inoltre è stato anche quello di aver svolto attività politica e amministrativa, responsabile di  un assessorato, tra i primi in Italia, che oltre alla Pubblica istruzione, s'interessava di Educazione alla pace e ai Diritti umani.

7)      Cosa si porta dentro di quel periodo?
Non sarei sincero se non dicessi che mi sono portato da questa dura esperienza anche tanta sofferenza, a volte rabbia per essere ristretto per rivendicare ideali di pace in quasi tutte le carceri  militari, compreso Gaeta, un reclusorio veramente repressivo e violento. Ma non sono mai stato solo perchè sia assieme agli altri amici obiettori  e a tutti i detenuti si era instaurato uno spirito di solidarietà e di generosità  che, paradossalmente, al di fuori delle mure è difficile riscontrare. Poi le tante lettere di sostegno di amici, di familiari, di persone ,che, pur non conoscendomi, mi esprimevano la loro solidarietà
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8)      Ancora oggi è tra i giovani del Servizio Civile cosa sente di dover dire alle nuove generazioni che vengono ora a contatto con questa realtà?
-Da varie anni sono formatore dei giovani in servizio civile presso vari Enti, dalle Università ( Padova e Venezia) all'Anci del Veneto e Cooperativa sociali: ho conosciuto quindi  molti volontari.
Sono sempre stato solidale con loro per le difficoltà che devono affrontare, non ultimo l'esiguo compenso economico, ma ho sempre pensato che il servizio civile sia una possibilità per prendere contatto con la realtà lavorativa, associativa, del tempo libero e altre situazioni.
Inoltre si aprono prospettive nuove sia per il servizio civile e il progetto Garanzia Giovani.
Se saranno mantenute le promesse già a fine anno dovrebbero partire circa 34.00 volontari.
E che dire che molti volontari spesso sono poi inseriti dal punto di vista lavorativo negli enti dove hanno svolto il servizio civile.
Io sono ottimista e questo è il messaggio e l'augurio che mi sento di rivolgere a quanti hanno scelto o sceglieranno il servizio civile nazionale.

Alberto Trevisan
           

            


giovedì 4 settembre 2014

Il Portico presenta:

DOLO (Venezia),

“Il Portico” Associazione di Promozione Sociale ONLUS insieme a “Catarsi” ONLUS, Cooperativa “Arino Solidale” e “Duc in altum” organizza per mercoledì 10 settembre presso la Sala Zuin a Dolo (via Brentabassa, 49) la presentazione del libro “Una storia d’amore, di fede e di coraggio. Franz e Franziska Jägerstätter di fronte al nazismo” curato da Giampiero Girardi e Lucia Togni. 

Nell’occasione interverrà il curatore Giampiero Girardi; il programma dell’incontro prevede la visione del film “Franz Jägerstätter, un contadino contro Hitler” con introduzione di Alberto Trevisan e il coordinamento di Alessandro Gozzo. 

L’evento si inserisce all’interno del programma della festa annuale de “Il Portico”. 

Per saperne di più, CLICCA QUI

lunedì 1 settembre 2014

Verona Marathon?

Avete mai sentito parlare della Verona Marathon?

Ormai è giunta alla sua dodicesima edizione, che si terrà domenica 5 ottobre 2014. 

Quest'anno sarà possibile correre aiutando il progetto “Mamma” in Burkina Faso, un progetto Unicef portato avanti dall'associazione ProgettoMondo Mlal che ospita alcuni volontari del Servizio Civile di Verona.

Il progetto è volto a garantire un'alimentazione sana ai bambini della regione di Cascades insegnando alle madri come riconoscere la malnutrizione dei figli e come curarla. 
Potete aiutare il progetto in tre modi: preacquistando il pettorale presso l'associazione, oppure scegliendo di donare 5 euro al progetto all'atto dell'iscrizione online, o ancora diventando fundraiser per la campagna “Io non mangio da solo” di Rete del Dono. 

L'ultima possibilità è un'opportunità particolare, in cui dovrete invitare amici, parenti e sostenitori ad appoggiarvi nell'impresa sportiva con una piccola donazione. Se raggiungerete i 180 euro, vi verrà rimborsato il costo del pettorale. 
Se non vi sentite pronti a correre una maratona, potete correre la mezza maratona o la 10k. 

Trovate le informazioni sulla maratona al link http://www.veronamarathon.it/it/ e quelle sul progetto al link http://www.mlal.org/info/veronamarathon/it. 

Buona corsa e buon Servizio Civile!


Beatrice Foffani

giovedì 7 agosto 2014

Riflessioni sulle elezioni

Riflessioni sulle elezioni 

di Caroline Salazar


Il 25 luglio è stato un bel giorno per la sottoscritta, ha fatto il suo servizio con molto piacere e alle 16.30 circa ha ricevuto la notizia che era appena stata eletta delegata regionale per il servizio civile insieme ad altre due ragazze veramente in gamba ed intelligenti: Silvia Gallizia e Beatrice Foffani.
La soddisfazione è stata grande e il primo pensiero è stato quello di ringraziare tutte le persone che ci avevano dato fiducia. Tuttavia quando ho letto il numero delle persone che avevano effettivamente votato sia per il Veneto (131 su 700 circa), sia in tutto il resto d’Italia (ovvero meno del 10% dei volontari in servizio), ho capito che c’è tantissimo lavoro da fare per la sensibilizzazione non solo al voto, ma soprattutto a che cosa significa veramente fare servizio civile.

giovedì 10 luglio 2014

Sosteniamo i nostri candidati!



SOSTENIAMOLI!!!

Ecco i candidati del Veneto per le imminenti elezioni!


Vi presentiamo i candidati che hanno deciso di dedicare il loro tempo a noi, per dare voce ai nostri diritti, prestiamogli l'attenzione che meritano ClICCANDO QUI!

Ricordatevi di votare,

ecco gli appuntamenti!



  • elezioni a delegato regionale si terranno dal 21 al 24 luglio 2014 (fino alle ore 17:00)
  • elezioni a Rappresentante regionale e nazionale si terranno dal 26 al 27 settembre 2014

giovedì 19 giugno 2014

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Servizio Immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’Asilo
Comune di Venezia - Direzione Politiche Sociali, Partecipative e dell’Accoglienza

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Venezia per il diritto d’asilo

20 giugno 2014 - Ca’ Farsetti - ore 10:00

Il Servizio Immigrazione del Comune di Venezia, in collaborazione con Enti Attuatori del Progetto Fontego Opere Riunite Buon Pastore e Cooperativa sociale Co.Ge.S., vi invita alla Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dall’ONU e celebrata a livello nazionale e locale.
L’incontro pubblico cittadino, aperto a tutta la cittadinanza, avrà luogo venerdì 20 giugnoalle ore 10:00 a Ca’ Farsetti, nella Sala del Consiglio comunale.
La Giornata Mondiale del Rifugiato a Venezia prevede anche una festa presso il Centro di accoglienza Boa (Progetto Fontego) a Tessera, a partire dalle ore 18:00.
Per informazioni: e-mail del Servizio
Cordiali saluti.
Il Responsabile del Servizio Immigrazione
Gianfranco Bonesso

lunedì 3 marzo 2014

AAA CERCASI REDATTORE!

Vuoi essere ancora più partecipe alla vita del volontario? Diventa redattore!

Lo scopo è di tenere aggiornato il blog e tutti noi su quello che sta succedendo, ovvero aggiornare su eventi che vengono organizzati da noi volontari, scrivere testimonianze su quello che stiamo vivendo, sulla nostra esperienza, ecc.

Sarebbe utile che ci aiutassi a tenere attiva questa attività e che scrivessi degli articoli che poi pubblicheremo su blog!

Si comincia!

giovedì 27 settembre 2012

Ciao a tutti, pecorelle e pecoroni!
ci auguriamo che questo possa essere uno spazio libero dove scambiarsi idee ed opinioni,
domande e proposte riguardo al mondo del Servizio Civile.
Pascolate bucolicamente tra le pagine di questa fattoria,
dove più persone entrano e più bestie si vedono!
Saluti


per qualsiasi proposta e brucata non esitare a scriverci a
ovilecivile@gmail.com