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martedì 17 ottobre 2017

Laboratori sulla Nonviolenza



NONVIOLENTI SULL’ATTENTI!


a cura di Alberto Scatto Vio



Sull’attenti!!!! Non certo una frase adatta in un contesto come quello della Nonviolenza. Ma è proprio qui che sta la sua forza. Una piccola provocazione per rimarcare ancora di più il nostro intento. Una giornata dove il minimo comune denominatore è appunto la Nonviolenza, nelle sue svariate forme. 4 Associazioni hanno deciso di aiutarci a capire meglio cosa questa parola significhi: Protezione Civile, Operazione Colomba, Medici senza Frontiere e Amnesty International. Molti volontari sia di quest’anno che di quello nuovo hanno partecipato ai laboratori con l’intento di approfondire ancor di più le loro conoscenze in merito non solo di Nonviolenza, ma anche alle varie realtà associative e specialmente di sperimentare in prima persona cosa è il Servizio Civile.
Io ho partecipato ai laboratori di MsF e Amnesty. 

Partiamo da MsF, il laboratorio si inoltra in ciò che consiste il lavoro dell’organizzazione e di cosa si prefigge, ovvero lavorare in ambito medico e psicologico nei contesti sia di guerra, di zone disastrate etc. le Nazioni sono tra le più svariate, dall’Africa, all’India fino alla Siria ad Haiti e….....l’Italia. Ebbene si, pure noi non siamo esenti, specialmente in questi ultimi tempi dove avvengono casi di non vaccinazioni e sbarchi di migranti. Il lavoro egregio di Medici senza Frontiere (organizzazione fondata non solo da medici ma anche da giornalisti) ha permesso in più occasioni di salvare delle vite. Un esempio importantissimo la sconfitta del virus dell’Ebola nei paesi africani. La presenza al laboratorio di uno dei medici che ha lavorato nelle varie nazioni ha fatto si che i partecipanti venissero coinvolti maggiormente ed emotivamente non solo grazie alle sue testimonianze ma anche alle slide e alle foto che documentavano gli interventi.
Finiti i primi laboratori si passa a 15 minuti di “pausa caffè” giusto il tempo di prendere un attimo di respiro.
Si passa finalmente al secondo laboratorio, dove ho scelto di partecipare a quello di Amnesty. Durante il laboratorio si è snocciolato ciò che l’organizzazione si prefissa e su cosa lavora. Molto interessanti gli interventi e successive discussioni su vari argomenti ovvero il caso Aldrovandi, la battaglia per i diritti LGBT ma specialmente su una questione che ancora oggi in Italia viene discussa poco perché molto spinosa, ovvero la violenza della donna sull’uomo. Digressioni, dibattito aperto e piena libertà han fatto si che il laboratorio sia diventato uno spunto di riflessione sulle nostre convinzioni non solo come volontari ma come persone e ha sensibilizzato ancor di più i presenti.

La giornata finisce con un breve debriefing tra i volontari e i rappresentanti delle associazioni rimarcando ciò che è stata la giornata e il perché la Nonviolenza sia importante in questo Mondo


venerdì 30 gennaio 2015

Un'altra difesa è possibile

Un'altra difesa è possibile


è un'iniziativa di legge popolare che è partita a fine Novembre e che promuove l'istituzione di un Dipartimento di Difesa civile, non armata e nonviolenta.


L’obiettivo è quello che il Dipartimento indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.

Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale.

Il finanziamento di questo Dipartimento dovrebbe avvenire introducendo l'opzione fiscale, che permetterebbe in sede di dichiarazione dei redditi di devolvere ad esso il nostro 6 x mille, che attualmente è impiegato nel Dipartimento della Difesa.

Per qualsiasi informazione consultare il SITO

Per contatti e informazioni su dove poter trovare i punti di raccolta

Centro Pace a Venezia: 
edificio Ex Carive (campo Manin), S. Marco 4023,
e-mail centropace@comune.venezia.it,
telefono 041.2747645

Luigi Barbieri 
3292105581
luigi.barbieri@comune.venezia.it






lunedì 25 febbraio 2013

BOMBA DAY



17 Febbraio 2013

Come tutti voi sapete poco prima del carnevale sono state rinvenute due bombe americane della seconda guerra mondiale sotto i binari della stazione ferroviaria di Mestre. Dal loro ritrovamento è iniziato immediatamente un lavoro di collaborazione tra Prefettura, Protezione Civile, Forze dell’ordine e Forze Armate e noi abbiamo avuto l’onore di partecipare a molte fasi organizzative.
La Protezione Civile ha avuto l’incarico di: produrre cartografie per l’evacuazione, raccogliere e gestire i censimenti della popolazione da evacuare e distribuire tutto il materiale informativo alla cittadinanza attraverso anche gli efficientissimi volontari.
Attività che ci hanno particolarmente impegnato















sono state la realizzazione delle cartografie tematiche e i sopralluoghi per l’individuazione di spazi da adibire a punti di accoglienza per gli sfollati (visitando scuole e centri civici). Molto è stato il lavoro per riuscire ad informare al meglio la cittadinanza: volantini, messaggi radiofonici multilingua, passaggio porta a porta e un servizio di call center, hanno permesso la diramazione delle informazioni a tutti. Grazie al supporto dell’Etam (servizio di animazione di comunità e territorio) e dei suoi collaboratori madrelingua, siamo riusciti a raggiungere anche le comunità straniere minori site nella zona da evacuare. Inoltre i volontari del gruppo di Marghera sabato hanno allestito un banchetto informativo durante l’orario di mercato al quale abbiamo partecipato come supporto.

17/02/2013
Il grande giorno è arrivato, si parte di prima mattina per verificare che tutti siano al posto giusto e che tutto sia pronto: i volontari fanno l’ultimo giro porta a porta per verificare che nessuno rimanga a casa e presidiano i posti di blocco. Il personale dell’ufficio si divide tra i punti di accoglienza il PCA (posto di comando avanzato) e il call center e i radio amatori sono pronti nella PO (Posto Operativo) per garantire la comunicazione tra tutti.

Le 9.30 si avvicinano velocemente, l’area di sgombero è ormai deserta e gli artificieri sono pronti per iniziare le operazioni di spolettamento. In attesa, al centro di accoglienza in via Sernaglia, si respira un’aria di curiosità, a causa anche della presenza di numerosi giornalisti…finchè si sentono due botti: sono il segnale che lo spolettamento è stato effettuato..ma ugualmente il fiato ci rimane sospeso!

Raggiungiamo il cantiere ed è lì che scorgiamo le bombe ormai “innocue”.














Ora sono pronte per essere caricate sul camion. Da qui inizierà il loro cammino fino Fusina, ad aspettarle ci sarà una chiatta utile per il trasporto dei mezzi all’Isola delle Trezze dove verranno fatte brillare.













Tutti in marcia verso Fusina! Protezione Civile in testa per guidare il corteo, scortata da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e ovviamente dagli Artificieri.

















Finalmente l’imbarco sulla chiatta..comincia il lento trasporto degli ordigni…














…finchè all’orizzonte si scorge l’Isola delle Trezze.
















Tutti sbarcano e gli artificieri si preparano ad un meticoloso lavoro. Il primo scoglio è far scendere il camion nella fangosa isola.















Rimaniamo in attesa: il secondo passo è la preparazione dei siti che accoglieranno gli ordigni. Gli escavatori e gli artificieri si mettono subito all’opera. Scavate le buche vengono riposte le casse con le bombe e gli esplosivi.


Ognuno ha la propria postazione, noi riusciamo a raggiungere una collinetta di sassi e siamo pronti al conto alla rovescia ……5.….4….3…..2….1……

mercoledì 28 novembre 2012

VOLONTARI v.2.0


“Siamo come un computer: abbiamo un hardware e un software..”


“Il volontario è come una bricola: deve essere un punto fermo per chi ne ha bisogno in modo tale che tutti possano attraccare la loro barca in ogni momento di necessità.” 

Questo è il pensiero di Salvatore, un coraggioso volontario di Protezione Civile con il quale abbiamo avuto l’occasione di chiacchierare; interviene nel gruppo di Venezia Terraferma nel nucleo disinfestazione ed ha un’esperienza decennale in questo campo.
Con lui abbiamo parlato del suo ultimo intervento avvenuto successivamente la scossa in Emilia del 20 maggio 2012 prestando servizio nel campo Veneto di San Felice sul Panaro  sia nel  momento dei primi soccorsi che nel periodo dedicato all’assistenza degli sfollati.
Le aree di ricovero erano suddivise in tre campi: Campo della Misericordia, gestito dai volontari trentini; Campo Veneto e la scuola media Pascoli che accoglieva gli anziani. I campi erano strutturati in tende, cucine e servizi ed erano gestiti dal Centro Operativo Comunale.
Nell’organizzazione del Campo Veneto il gruppo degli specialisti in disinfestazione aveva il compito di prevenire la trasmissione dei patogeni, dato l’uso massivo delle strutture, lavorando a stretto contatto con la Asl locale e seguendo le direttive del medico veterinario.
Il loro incarico però si è fatto più difficile del previsto perché non si limitava alla sola gestione della disinfestazione del campo, ma veniva coinvolta anche la sfera emotiva e relazionale. La situazione era gravata dalla eterogeneità delle persone sfollate, infatti le diversità delle culture, delle religioni e delle abitudini compromettevano la comunicazione e la comprensione delle esigenze. Questo creava alcuni disagi nell’integrazione e nello svolgimento della quotidianità ed ha avuto ripercussioni in un secondo momento nella gestione tecnica del campo e nel censimento delle persone.
Una conquista per i volontari è stata ricevere la fiducia delle persone che con il tempo sono riusciti ad aprirsi ed a confidare i loro pensieri: “Era una soddisfazione, data la generale situazione di instabilità,  riuscire a creare un ambiente coeso e di famigliarità”.
“Per quanto riguarda il rapporto tra i volontari, fondamentale è stato lo spirito di gruppo che era la carica della macchina del lavoro. C’era molto spirito di partecipazione e la voglia di essere utili era talmente tanta che a volte si rischiava addirittura di andare oltre i propri limiti. Per questo era importante rispettare i rispettivi ruoli cercando di stare sempre con i piedi ben piantati nella realtà”. D’altra parte in queste situazioni non c’è corso di addestramento che tenga; come dice Salvatore: “Siamo come un computer: abbiamo un hardware che è la base portante del nostro essere  e un software che è in continua rielaborazione, con sempre nuove versioni aggiornate in base alle nuove  esperienze e conoscenze”.
Nonostante la pesantezza e le fatiche sono tanti i ricordi, gli insegnamenti positivi e le soddisfazioni che i volontari porteranno sempre con loro. “Sono i piccoli gesti,  come un semplice grazie o una chiacchierata amichevole con uno sconosciuto, a riempire il cuore più di ogni altra cosa. Queste situazioni ci insegnano a guardare le persone in modo diverso, ad andare al di là delle apparenze aiutandoci a togliere la maschera della freddezza che solitamente ci accompagna nella quotidianità”.
È per questo che Salvatore incoraggia noi giovani ad intraprendere un’esperienza simile senza timore perché l’importante non è il quanto si riesce a fare ma il come lo si fa.
La grande soddisfazione è sapere di poter aiutare incondizionatamente e poter crescere volta per volta arricchendosi sempre di nuove emozioni!

Caterina e Alessandra, volontarie di servizio civile per il progetto di Protezione Civile.