Indubbiamente un titolo del genere non può far altro che richiamare l'immagine di un anziano che passivamente guarda il trascorrere del tempo.
Nonostante io sia un pò anziano dentro ho scelto questo titolo per un motivo diverso. Quello che mi preme è guardare si all'anno trascorso ma con occhio attivo e interessato per capire (o almeno provarci) cosa mi riserverà il futuro.
La cosa da cui parto è questo primo trimestre di servizio civile. Un insieme di prime esperienze e sensazioni difficili da riassumere e spiegare molte delle quali sicuramente in comune tra più di uno di noi, altre invece molto personali e legate al nostro tipo di progetto.
Per ciò che riguarda me sicuramente questi primi tempi già hanno delineato un'idea di come proseguirà quest'anno, e sono più che entusiasta di affrontarlo.
Le cose da elencare sarebbero troppe, io mi porto a casa già nuove amicizie, nuove esperienze, tanti dibattiti e altrettanti confronti; tutto parte di un grande percorso di crescita e autocoscienza.
Credo che la cosa più bella sia che questo percorso non lo si affronta da soli ma in compagnia di altri ragazzi e ragazze con cui condividere idee ed esperienze e dei fedeli OLP sempre pronti a darci una mano. Con questi compagni sono pronto a proseguire questo viaggio.
L'anno ormai trascorso però non è certo partito a ottobre e non riguarda solo il servizio civile.
Guardando tutto quello che è accaduto in quest'anno la situazione non è certo delle migliori.
Ci sono stati terremoti, crisi economiche, stragi, attentati, naufragi e guerre.
L'invito è guardare a tutto ciò che di brutto è accaduto e fissarselo bene nella mente e nella memoria.
Memoria che troppo spesso mettiamo in disparte e poi quando accade qualcosa di brutto ci domandiamo stupiti "ma come è potuto succedere?", "non me lo sarei mai aspettato",...
Io cercherò di farlo perchè guardare al passato è l'unico modo per capire il futuro.
Buona continuazione di percorso e un buon 2016!
Paolo
mercoledì 30 dicembre 2015
lunedì 30 novembre 2015
Fermare la guerra combattendo l'inquinamento?
Il titolo di questo post sicuramente suona strano.
Ad ogni modo il summit sul clima che si sta tenendo a Parigi (il che è paradossale) mi ha fatto riflettere.
In primis sull'idiozia dei manifestanti violenti che danno a una Parigi che prova a rialzare la testa una becera immagine e un insulto a chi è morto poco più di due settimane fa, ma di questo magari se ne può parlare un'altra volta.
La riflessione principale mi è venuta sul parallelismo tra la guerra del petrolio e le conseguenze stesse di questo famigerato oro nero.
Sono ormai chiari e il più provati possibili i danni derivanti dall'uso di energia prodotta dal petrolio e dai suoi derivati.
La cosa altrettanto palese DEVE essere il nesso di casualità tra le guerre in medio oriente e le riserve petrolifere ed energetiche presenti in quei territori.
Credo sia inutile farsi abbagliare da allarmi sulla guerra tra culture, limitazione di libertà, democrazia e libertà di religione.
Altrettanto inutile ritengo concentrare questo tipo di riflessione solo sul contesto mediorientale quando in Africa o in Sudamerica accade esattamente la stessa cosa.
Detto ciò la domanda di apertura è semplicemente espressione di un concetto: possiamo fermare la guerra consapevoli delle sue reali origini e farlo combattendo un altro nemico (più tangibile e pericoloso di ciò che può sembrare) che è l'inquinamento.
Uno sforzo nella ricerca e nella promozione di fonti alternative di energia e , perchè no, un nuovo modo di vivere il consumo sono a mio parere armi molto più efficaci di raid aerei e inutili guerre.
Il tutto avrebbe inoltre un doppio vantaggio: fine delle guerre e un ambiente più pulito.
Mentre scrivo mi rendo conto che possa sembrare un modo un pò banale e semplicistico per trovare una soluzione a un problema di proporzioni mondiali, ma da qualche parte bisognerà pur partire!
Paolo
mercoledì 25 novembre 2015
Spunti di riflessione dopo Parigi
Non possiamo certamente ignorare ciò che è successo a Parigi.
Non credo sia utile in questa sede stare li a discutere di politica estera, storia, politologia e relazioni internazionali, premettendo che io come anche voi sono consapevole di tutto ciò che sta dietro a questa ennesima guerra.
Io al momento credo sia giusto guardare oltre, aldilà, capire cosa sta succedendo non agli stati ma alle persone.
Alla fine di questo post pubblicherò un link di un articolo che ho trovato molto interessante.
Sono diversi gli spunti che mi ha dato ma più di tutti la riflessione sull'odio e la falsa idea che di questa guerra si sta perpetrando.
Ciò che esprime questi concetti l'aticolo lo esemplifica negli sgomberi fatti questa mattina al centro Baobab di Roma.
Oramai la linea di demarcazione tra chi richiede asilo, chi è immigrato e chi è un terrorista o sedicente tale è quasi invisibile.
Questo mi colpisce:generalizzare e accusare chi solo per affinità fisica, religiosa o sociale si ritiene essere affiliato dell'ISIS.
Credo che ad oggi il vero nemico sia questo:l'ignoranza.
Quello che non si conosce ci terrorizza sempre ma affidarsi a quello che i giornali e le televisioni ci dicono è senza alcun dubbio fuorviante e incompleto.
Uomini e donne che scappano dalla guerra e dalle discriminazioni di qualsiasi genere non meritano un trattamento cosi inumano.
Persone che hanno sofferto e tuttora soffrono non possono subire oltre ai danni una tale beffa solo perchè musulmani e quindi, secondo i nostri media, terroristi.
A mio parere tutto questo è inaccetabile e studiato solo pe risolvere due problemi in uno: combattiamo i terroristi e fermiamo i barcono nei quali si nascondono.
Condivido con voi questo articolo perchè credo che un'informazione chiara e trasparente sia uno dei primi passi da compiere se non per la risoluzione della guerra almeno per una convivenza pacifica.
Buona lettura.
Paolo
http://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2015/11/25/terrorismo-profughi-baobab
Non credo sia utile in questa sede stare li a discutere di politica estera, storia, politologia e relazioni internazionali, premettendo che io come anche voi sono consapevole di tutto ciò che sta dietro a questa ennesima guerra.
Io al momento credo sia giusto guardare oltre, aldilà, capire cosa sta succedendo non agli stati ma alle persone.
Alla fine di questo post pubblicherò un link di un articolo che ho trovato molto interessante.
Sono diversi gli spunti che mi ha dato ma più di tutti la riflessione sull'odio e la falsa idea che di questa guerra si sta perpetrando.
Ciò che esprime questi concetti l'aticolo lo esemplifica negli sgomberi fatti questa mattina al centro Baobab di Roma.
Oramai la linea di demarcazione tra chi richiede asilo, chi è immigrato e chi è un terrorista o sedicente tale è quasi invisibile.
Questo mi colpisce:generalizzare e accusare chi solo per affinità fisica, religiosa o sociale si ritiene essere affiliato dell'ISIS.
Credo che ad oggi il vero nemico sia questo:l'ignoranza.
Quello che non si conosce ci terrorizza sempre ma affidarsi a quello che i giornali e le televisioni ci dicono è senza alcun dubbio fuorviante e incompleto.
Uomini e donne che scappano dalla guerra e dalle discriminazioni di qualsiasi genere non meritano un trattamento cosi inumano.
Persone che hanno sofferto e tuttora soffrono non possono subire oltre ai danni una tale beffa solo perchè musulmani e quindi, secondo i nostri media, terroristi.
A mio parere tutto questo è inaccetabile e studiato solo pe risolvere due problemi in uno: combattiamo i terroristi e fermiamo i barcono nei quali si nascondono.
Condivido con voi questo articolo perchè credo che un'informazione chiara e trasparente sia uno dei primi passi da compiere se non per la risoluzione della guerra almeno per una convivenza pacifica.
Buona lettura.
Paolo
http://www.internazionale.it/opinione/annalisa-camilli/2015/11/25/terrorismo-profughi-baobab
mercoledì 4 novembre 2015
Spettacolo Teatrale "Ritorni"
RITORNI
A vent’anni dalla fine della guerra in Bosnia-Erzegovina,
il racconto delle vite di alcuni giovani coraggiosi che tentano di
costruire un futuro di convivenza nel loro paese.
Spettacolo teatrale di e con Filippo Tognazzo.
Lo
spettacolo sarà proposto Venerdì 13 sia alle ore 11 al Liceo Guggenheim
sia alle 20.30 in Sala San Leonardo. Il 14 a Chioggia.
Allo spettacolo sarà presente anche Zjio Ribic, testimone e sopravvissuto, che porterà la sua testimonianza.
Informazioni sulla sua storia possono essere lette nei seguenti link:
Per informazioni potete contattare Carlotta Giordani (volontaria di servizio civile al Centro Pace).
Skype: carlotta.giordani
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